Giorgio Armani contro Della Valle: “Non voglio consigli su come fare beneficienza”

Giorgio Armani (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Il re dell’alta moda italiana, Giorgio Armani, ha replicato a Diego Della Valle che aveva sostenuto: “Mi piacerebbe che domattina Giorgio Armani si alzasse e dicesse: debbo tanto all’Italia e a Milano, voglio dare un contributo per sistemare il Castello Sforzesco”. Pronta la risposta di Armani a mr Tod’s: “Della Valle non si permetta di darmi indicazioni: il faccio beneficenza in modo discreto. Restaurai Villa Necchi pagando 3 miliardi di vecchie lire, con i soldi miei e non quelli degli azionisti”.

La polemica dello stilista va poi oltre: “Ognuno fa quello che vuole a casa sua. Fino a oggi non ho avuto bisogno che nessuno mi dicesse cosa fare e ho sempre fatto quello che ho voluto. Sono perplesso che l’avvocato, dottore o comunque politico Della Valle si permetta di attaccarmi e di definirmi anche vecchietto arzillo”. Armani ha anche raccontato di realizzare “tante cose, ma silenziosamente. Magari nessuno nemmeno sa: all’estero, per esempio, abbiamo anche finanziato una scuola per bambini. Arrivano richieste per finanziamenti, un vero stillicidio che non è facile gestire. E decidere in prima persona è complicato. Sarà più facile quando avrò una fondazione e ci saranno persone che se ne occuperanno”.

Poi, sottolineando come uno dei principali utilizzatori di Villa Necchi per la realizzazione di eventi sia proprio Della Valle, Armani ha aggiunto: “Fa bene Giulia Maria Crespi a dare in affitto la villa anche a Della Valle e prendere soldi per portare avanti altri restauri, comunque non accetto consigli da Della Valle, che usa i soldi dei propri azionisti per far parlare di sé, quest’anno che ha organizzato anche la sfilata. Sarà un caso, sarà stato in buona fede o no, ma ha detto così proprio nell’anno della sfilata”.

Amareggiata la controreplica dell’imprenditore marchigiano: “Sono sorpreso e dispiaciuto dal comportamento di Armani. Ho soltanto detto che sarebbe una bellissima cosa se un monumento simbolo per Milano e per l’Italia venisse restaurato con il contributo di Armani. Il mio era ed è un auspicio e non certo un ordine e tanto meno un’invasione nella sua privacy”.

Redazione online