Russia: “Con caduta di Assad rischio insediamento islamisti in Siria”

Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri russo (Getty Images)

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, nell’ambito di un’intervista rilasciata ieri al Primo canale russo, ha evidenziato il pericolo di un insediamento degli islamisti al governo in Siria, nel caso in cui il regime di Bashar al-Assad dovesse cadere.

In merito alla questione siriana e alla minaccia di un impiego della forza, il ministro ha sottolineato che tale intervento favorirebbe i ribelli, che andranno al potere.
“Lo Stato laico non sopravviverà”, ha commentato Lavrov illustrando lo scenario politico in Siria in cui i jihadisti che rappresentano i due terzi dell’opposizione vorrebbero proclamare il califfato islamico in Siria e nei territori limitrofi.

“I nostri partner occidentali non possono non essere consapevoli di questo”, afferma Lavrov inviando un esplicito messaggio ai paesi a favore di un intervento come Usa, Francia e Inghilterra.
Questi stanno premendo affinché la risoluzione dell’Onu con cui sarà legittimato il controllo internazionale sull’arsenale chimico siriano, sia compresa sotto al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite che autorizza l’uso della forza in caso di violazioni.
La Russia ha dichiarato di essere contraria a tale procedura in quanto teme che sia un pretesto per attaccare l’alleato siriano.
Ma il ministro russo si spinge oltre ed arrivare a dichiarare che gli Stati Uniti stiano “ricattando” Mosca con la minaccia di abbandonare il lavoro nell’ambito dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche all’Aja, se non verrà appoggiata la risoluzione basata sul capitolo VII.

Redazione