Istruzione e integrazione: Carrozza tifa per una scuola multietnica

Maria Chiara Carrozza, Ministro Istruzione (youtube)

La ministra dell’Istruzione e della Ricerca Maria Chiara Carrozza, è intervenuta oggi con un’intervista ai microfoni di SkyTg 24. “Lavoro come se il governo dovesse durare”, così ha esordito Carrozza.

“La scuola è lo specchio della società, è la prima palestra dell’integrazione”, così la ministra ha commentato la discussione in merito all’integrazione interculturale in ambito scolastico. A scuola, secondo Carrozza, “i figli escono e stanno insieme agli altri, non scelgono la propria compagnia. I genitori tendono, soprattutto in Italia i genitori più conservatori, a voler scegliere con chi devono stare i loro figli. Questo è un errore perché per entrare nella società in maniera più opportuna bisogna essere in grado di stare con tutti e di stare insieme agli altri”. “E’ giusto che si discuta di questi tempi – ha proseguito la studiosa – perché è necessario che la società capisca che il futuro è multietnico. Dobbiamo dare agli insegnanti gli strumenti per lavorare sull’integrazione”.

Riferendosi alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto per l’inaugurazione dell’anno scolastico, Carrozza ha detto: “Non esiste un’eccellenza di punta in un unico settore. Dobbiamo tornare ad avere una visione olistica del sapere. Stare insieme e collegialità sono principi fondamentali. I giovani devono imparare a confrontarsi col mondo”.

Dall’integrazione la ministra è poi passata a parlare dell’annosa questione relativa alla docenza e all’inserimento degli insegnanti nel mondo della scuola: “Ho trovato una macchina che non funzione e deve essere rivista, la macchina del reclutamento e dei concorsi. Vorrei un progressivo miglioramento verso una soluzione a regime in cui avere un’unica pista di reclutamento degli insegnati e vedere la formazione e l’aggiornamento insieme”.

Redazione online