Nairobi: liberati tutti gli ostaggi. Centro commerciale sotto controllo

Il centro commerciale di Nairobi dove si è consumata la strage (SIMON MAINA/AFP/Getty Images)

Si è terminato il blitz delle forze dell’ordine keniote a Nairobi sferzato contro il gruppo armato di terroristi al-Shabaab.
Secondo un comunicato del governo il centro commerciale Westgate è tornato completamente sotto il controllo delle autorità.
Il Vice Presidente dello Stato africano, William Ruto, ha commentato che in base a quest’ultimo attacco lo stato devo proseguire nella lotta al terrorismo: “Come abbiamo dimostrato il terrorismo può e deve essere combattuto senza pietà e sconfitto ovunque. Assieme al Presidente e a tutto lo Stato osserviamo il lutto per quanti hanno perso la vita nell’attacco e siamo vicino alle famiglie e ai feriti”, ha dichiarato Ruto.

VITTIME E FERITI
Un primo bilancio ufficiale conta almeno 65 vittime, tra i cui 13 persone di nazionalità straniera: tra queste un nipote del presidente kenyotya, Uhury Kenyatta, e la fidanzata, ma anche sei britannici, due francesi, due canadesi, una donna olandese e un noto poeta africano, Kofi Awoonor. Si contano anche almeno 175 persone rimaste ferite durante l’attacco terroristico e oltre un migliaio quelle tratte in salvo.
La televisione locale ha parlato di circa 6 assalitori uccisi. Tre soldati morti in seguito alle ferite riportate, e 11 ancora ricoverati in ospedale. Il bilancio rischia ancora di salire, in quanto vi sono ancora una cinquantina di persone disperse.

COMANDO
Secondo le informazioni trapelate dai quotidiani, il governo kenyota ha reso noto che i terroristi sarebbero tutti uomini, ma alcuni indossavano indumenti femminili. Il comando era composto da almeno 17 membri, africani o arabi. Tuttavia, sembra che undici di questi vivessero in Paesi occidentali: sei negli Usa, due in Svezia, rispettivamente, uno in Canada, Gran Bretagna, Finlandia. Uno veniva dal Daghestan russo.
Le autorità hanno fermato dieci sospetti per accertamenti, almeno quattro sono stati bloccati in un aeroporto. Uno degli assalitori, rimasto ferito all’inizio dell’attacco, è deceduto in ospedale dopo essere stato arrestato.
Tuttavia, come evidenzia euronews, non sono ancora chiare le informazioni sulla cattura o l’uccisione del commando di militanti islamici.

TESTIMONI
Secondo quanto riportano numerosi testimoni scampati alle esecuzioni del comando armato, i terroristi lasciavano uscire solo chi sapeva recitare la shahada (il credo islamico) e chi non lo sapeva, veniva ammazzato.

La stampa estera riporta numerosi racconti e storie di chi ha vissuto momenti di paura ma anche chi ha fatto prova di gesti eroici: tra questi, come riporta Rai news, un bambino vedendo che uno dei miliziani si avvicinava alla sorella e alla madre, si sarebbe interposto tra di loro dicendo al terrorista “voi siete persone cattive”. A queste parole, il miliziano avrebbe indietreggiato e avrebbe detto al bambino “non siamo dei mostri”.

Redazione

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