Cronaca

mercoledì, settembre 25th, 2013

Campania, Processo Eco 4: pentito confessa traffico rifiuti tossici. Ecco lista siti contaminati

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Rifiuti dati alle fiamme a Napoli (Getty images)

Una storia che si ripete e che è stata denunciata più volte dai media, dai comitati cittadini, dalle organizzazioni ambientaliste, ma anche da registi in delle pellicole che hanno fatto il giro del mondo come il reportage “Biutiful cauntry”. Eppure la situazione in Campania assume dei risvolti allarmanti e come titolano molti quotidiani, oramai la regione oltre alla definizione di una “Terra di miti e di leggende” prende anche il significato di “terra di morte”. Una terra dove la convivenza tra clan camorristi e potere ha portato ad un punto di non ritorno.

E così in concomitanza con il processo Eco4 nel quale è imputato anche Nicola Cosentino in cui un pentito della camorra ieri ha fatto alcune dichiarazioni sul traffico dei rifiuti tossici in Campania provenienti dal Nord Italia, i media locali hanno riproposto una lista dei siti a rischio in Campania tratto dall’elenco del ministero della Salute diffuso nel novembre del 2012, per mantenere in allerta l’attenzione pubblica.

CAMORRA E TRAFFICO RIFIUTI
Nell’ambito di un’udienza del processo che si tiene nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere è stato ascoltato ieri il pentito Luigi Guida – detto “o’ drink” –, reggente del gruppo dei casalesi facente capo al boss Francesco Bidognetti, tra il 2001 ed il 2005: in una confessione-fiume, il pentito ha parlato di rifiuti tossici trasportati da camion, provenienti dal Nord Italia, nel periodo in cui la discarica di Santa Maria Capua Vetere era gestita dai fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori di Casal di Principe impegnati nel settore ambientale. Guida ha messo in evidenza il traffico di rifiuti pericolosi che danneggiavano il territorio e che venivano versati senza scrupolo in una discarica in particolare.
Guida dovrà deporre anche il prossimo 28 ottobre per terminare l’esposizione dei fatti.

Uno degli elementi che suscita anche preoccupazioni, come riporta fanpage.it, è che in questo scenario, numerose aziende vicine ai clan della camorra si sono infiltrate, dove aver inquinato il territorio, negli appalti per le bonifiche. E’ quanto è stato tracciato dalle Procure della Repubblica del territorio nazionale dopo l’input del magistrato Franco Roberti, capo della Procura Nazionale Antimafia, che ha confermato un aspetto nuovo ed inquietante negli intrecci tra mafia, colletti bianchi e disastro ambientale. Tra questi, il clan dei Casalesi sarebbe arrivato a controllare diverse società del settore.

ELENCO MINISTERO SALUTE
Dall’elenco pubblicato dal Ministero della Salute in tutta Italia risultano 57 siti definiti di “interesse nazionale per le bonifiche” (SIN) sulla base dell’entità della contaminazione ambientale, del rischio sanitario e dell’allarme sociale.

Tra i siti del “Programma nazionale di bonifica” ci sono quelli che comprendono aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici e aree oggetto di smaltimento incontrollato di rifiuti anche pericolosi.
In Campania risultano ben 47 siti a rischio ambientale tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Aree in cui le persone sono esposte a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali.

In base all’elenco il Ministero della Salute ha individuato una macro area compresa tra il litorale domizio-flegreo e l’agro Aversano.
L’inquinamento è dovuto a causa di vari fattori: dalla presenza di discariche, ai siti di stoccaggio, siti di trattamento e soprattutto discariche illegali e siti in cui i rifiuti tossici che vengono dati alle fiamme. Una situazione catastrofica dove nelle province di Napoli o di Casera si registrano aumenti dei tassi tumorali e lo sviluppo di altre malattie, superiori alla media nazionale.

Un elenco definito della morte e di cui qui appresso riportiamo i comuni:
Provincia di Napoli: Acerra, Brusciano, Bacoli, Caivano, Camposano, Casamarciano, Castello di Cisterna, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Giugliano, Mariglianella, Marigliano, Melito, Monte di Procida, Nola, Pomgliano d’Arco, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Roccarainola, San Paolo Bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino, Villaricca, Visciano.

Provincia di Caserta: Arienzo, Aversa, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castelvolturno, Cellole, Cervino, Cesa, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Grazzianise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, Portico di Caserta, Recale, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco, San Tammaro, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola- Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno.

Redazione

LEGGI ANCHE: Ministero della Salute: ecco i 44 siti più inquinati d’Italia. Rischio tumori per 6 milioni di Italiani

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