Grecia, educazione al collasso. Università di Atene annuncia blocco attività

Atene (ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

“Una società senza cultura e la relativa libertà che ne deriva sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro”, scriveva Albert Camus. Il noto sociologo francese Edgar Morin crea un parallelo tra la crisi economica finanziaria, la deriva dei nazionalismi e l’assenza di conoscenza senza la quale “non è possibile una democrazia, tanto meno quella democrazia partecipativa: “Vedo seri pericoli per la democrazia. E sappiamo che l’involuzione democratica sfocia nelle dittature. Oggi molti si muovono per dare voce alle loro aspirazioni di cambiamento. Penso soprattutto ai giovani, da quelli delle Primavere arabe a quelli di Occupy Wall Street, da quelli che occupano le università agli indignados… Il problema è che non sono sostenuti da un pensiero che indichi la via da intraprendere. La via è una questione di pensiero. Per questo ritengo che una riforma radicale dell’educazione debba precedere qualsiasi altra riforma. I giovani sanno esprimere la rottura, ma non hanno capacità di costruzione. Più in generale, oggi abbiamo potere di denuncia, ma non di enunciazione”, dichiara Morin.

Una premessa con la quale introdurre il disastroso panorama non solo economico ma anche culturale in Grecia, dove a causa della politica dei tagli nelle amministrazioni sono a rischio collasso anche le istituzioni universitarie.
Come riporta Tmnews, le università non posso più procedere con le attività accademiche.
E l’appello degli accademici diventa un “urlo” di Munch.
Secondo quanto rivela il quotidiano Ekathimerini il piano di messa in mobilità sviluppato dal governo nei riguardi di otto atenei grechi si rivela devastante.
I Sindacati evidenziano come il trasferimento di 1.349 impiegati amministrativi, pari al 40% del personale, ad altre amministrazioni ha lasciato gli atenei vuoti, comportando il blocco delle attività.
Tra questi i senati accademici dell’Università di Atene e del Politecnico della capitale hanno annunciato oggi di dover chiudere le istituzioni a causa delle disfunzioni che hanno seguito la mobilità in massa dello staff, dagli archivisti, ai contabili fino alle guardie notturne.

Una vera e propria desolazione per cui Stathis Efstathopoulos, responsabile della Federazione ellenica dei professori universitari (POSDEP), ha inviato una lettera al primo ministro Antonis Samaras nella quale denuncia una situazione di “università al collasso” e sollecita un un incontro urgente per “evidenziare nei dettagli la tragica situazione delle nostre università”.

Redazione