Papa: “Non privatizziamo la Chiesa: guardiamo al di fuori del proprio recinto”

Papa Francesco, udienza generale (Getty images)

Le parole di Papa Francesco nell’ambito dell’Udienza generale in Piazza San Pietro a Roma, non hanno, come sempre, deluso le aspettative dei fedeli.
Infatti, come sempre il Papa si è rivelato vicino ai più deboli: tanto che addirittura Crozza , andato in onda ieri sera per la puntata di Ballarò, lo ha definito una via di mezzo tra “Che Guevarra e Zapattero” confrontandolo ad una sinistra in Italia assente per i cittadini ed ad un Matteo Renzi che anziché parlare di problemi sociali, parla della necessità di un partito più “cool”,

Erano ancora circa 80 mila i fedeli che hanno atteso il Papa , che come al suo solito ha attraversato piazza San Pietro salutando i fedeli e i bambini.

CREDO
Nel proseguire la catechesi sulla Chiesa, il Papa ha evidenziato il significato della parola “Credo”: “Nel Credo, noi diciamo Credo la Chiesa, una, professiamo cioè che la Chiesa è unica e questa Chiesa è in se stessa unità. Ma se guardiamo alla Chiesa Cattolica nel mondo scopriamo che essa comprende quasi 3.000 diocesi sparse in tutti i Continenti: tante lingue, tante culture! Qui ci sono vescovi di tante culture diverse, di tanti Paesi, c’è il vescovo dello Sri Lanka, il vescovo del Sudafrica, un vescovo dell’India, dell’America Latina. La Chiesa è sparsa in tutto il mondo, eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un’unità. Come può avvenire questo?”.

CHIESA UNA PER TUTTI
In merito a questo interrogativo il Papa ha voluto dare una risposta sintetica: “La troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che afferma: la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza, la stessa carità”.
“E’ una bella definizione, eh? Chiara! Ci orienta bene. Unità nella fede, nella speranza, nella carità, unità nei Sacramenti, nel Ministero: sono come pilastri che sorreggono e tengono insieme l’unico grande edificio della Chiesa. Dovunque andiamo, anche nella più piccola parrocchia, nell’angolo più sperduto di questa terra, c’è l’unica Chiesa; noi siamo a casa, siamo in famiglia, siamo tra fratelli e sorelle. E questo è un grande dono di Dio! La Chiesa è una sola per tutti. Non c’è una Chiesa per gli Europei, una per gli Africani, una per gli Americani, una per gli Asiatici, una per chi vive in Oceania, no è la stessa ovunque”, sottolinea il Santo Padre.

CHIESA FAMIGLIA
Il Papa illustra il ruolo di un unica Chiesa paragonandola ad una famiglia: “E’ come in una famiglia: si può essere lontani, sparsi per il mondo, ma i legami profondi che uniscono tutti i membri della famiglia rimangono saldi qualunque sia la distanza. Penso, per esempio, all’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro: in quella sterminata folla di giovani sulla spiaggia di Copacabana, si sentivano parlare tante lingue, si vedevano tratti del volto molto diversi tra loro, si incontravano culture diverse, eppure c’era una profonda unità, si formava un’unica Chiesa, si era uniti e lo si sentiva”.

CHIESA NON PRIVATIZZATA
Un’unità in cui il Papa chiede ai fedeli se si riconosco in questa famiglia chiamandoli a non lasciarsi sopraffare da sentimenti egoistici e far in modo che la Chiesa non sia privatizzata: “Chiediamoci tutti: io, come cattolico, sento questa unità? Io, come cattolico, vivo questa unità della Chiesa? Oppure non mi interessa, perché sono chiuso nel mio piccolo gruppo o in me stesso? Sono di quelli che privatizzano la Chiesa per il proprio gruppo, la propria Nazione, i propri amici? E’ triste trovare una Chiesa privatizzata per questo egoismo e questa mancanza di fede, eh? E’ triste!”.

PREGHIAMO PER I CRISTIANI
“Quando sento che tanti cristiani nel mondo soffrono, sono indifferente o è come se soffrisse uno di famiglia? Quando penso o sento dire che tanti cristiani sono perseguitati e anche danno la vita per la loro fede, tocca il mio cuore questo o non viene a me? Sono aperto a quel fratello o a quella sorella della famiglia, che sta dando la vita per Gesù Cristo?”, si chiede allora il Papa che poi chiede ai fedeli “quanti di voi pregate per i cristiani che sono perseguitati? Quanti?”

“Ognuno si risponda nel cuore: Io prego per quel fratello, per quella sorella, che è in difficoltà, per confessare e difendere la sua fede?. E’ importante guardare fuori dal proprio recinto, sentirsi Chiesa, unica famiglia di Dio!”, conclude il Santo Padre.

CHIACCHIERE
Nel suo discorso il Papa ha invitato anche i cristiani a non fare “chiacchiere”: “Un cristiano prima di chiacchierare deve mordersi la lingua. Il male che fanno alla Chiesa le chiacchiere. Voi non sapete quanto le chiacchiere fanno male, quanto feriscono. Meglio mordersi la lingua: quello ci farà bene: la lingua si gonfia e non si può parlare, così non si possono fare chiacchiere”.

Redazione