Putin: attivisti di Greenpeace arrestati non sono pirati, ma hanno violato la legge

Vladimir Putin (Getty Images)

Il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto sul caso degli attivisti di Greenpeace arrestati in Russia. Gli ecologisti erano stati bloccati dalla Guardia costiera russa nel Mar di Pechora, a bordo della rompighiaccio Arctic Sunrise, mentre svolgevano un’azione di protesta per salvare il Mar Artico dalle trivellazioni russe. Tra gli arrestati c’è anche un italiano.

Gli attivisti di Greenpeace “non sono dei pirati” del mare, ma hanno comunque infranto le leggi internazionali, ha detto Putin, citato dall’agenzia Interfax. “E’ assolutamente chiaro che non sono dei pirati, ma di fatto hanno tentato di espugnare la piattaforma“, ha spiegato il presidente russo, riferendosi alla piattaforma petrolifera di Prirazlomnaya. “E’ assolutamente chiaro che queste persone hanno infranto il diritto internazionale”, ha sottolineato, accusandole di aver messo in pericolo le vite delle persone sulla piattaforma: “Tutto sarebbe potuto accadere: un errore degli operatori, problemi tecnici. Hanno creato circostanze che mettevano a rischio la salute e le vite umane”.

Putin ha comunque affermato che “la conservazione dell’ambiente deve essere una priorità e il principio fondamentale degli sforzi di sviluppo dell’Artico”. “Le operazioni economiche, la presenza umana e la protezione dell’ambiente devono essere bilanciate“, ha aggiunto. Il presidente russo ha anche invocato maggiore tutela dell’ambiente e della fauna protetta nell’Artico, assicurando che la Russia “farà tutti gli sforzi per la conservazione della fauna locale”, facendo cenno a tutti gli animali che rischiano l’estinzione. “I trichechi che popolano il mare di Laptev e le acque settentrionali dell’Oceano Atlantico – ha sottolineato – meritano almeno la stessa attenzione. La loro popolazione sta crollando e speriamo che siano realizzati speciali programmi di ricerca per queste specie, in modo da stabilizzarne il numero”.

Oggi gli attivisti di Greenpeace fermati sono stati portati in carcere, in differenti centri di detenzione. Il Comitato investigativo russo ha ipotizzato nei loro confronti il reato di pirateria. Rischiano una pena che può arrivare fino a 15 anni di prigione.

Redazione online