Dimissioni Pdl, Angelino Alfano: “Serve rispetto”. Alcuni ministri si smarcano: “Nulla è deciso”

Angelino Alfano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Intervenendo al convegno organizzato dalle fondazioni Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, a cui invece ha deciso di non partecipare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano ha sostenuto: “Questo governo è nato sulla spinta appassionata di chi si è reso conto che serviva tenere fuori il populismo. Ma a tal fine serve che i due principali partiti dimostrino sincera condivisione e reciproco rispetto”.

Secondo il ministro degli Interni, infatti, “questo governo ha avuto nei mesi di marzo e aprile una spinta fortissima da noi perché prendesse luce e nascesse”. A margine del convegno, davanti alle insistenti domande dei cronisti, che chiedevano un giudizio sull’annuncio di dimissioni di massa da parte del Pdl in caso di decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, Alfano ha preferito non commentare.

Intanto, dal Pdl arrivano le prime reazioni alle parole di Giorgio Napolitano, che ha parlato di “fatto inquietante” commentando quando avvenuto ieri nella riunione dei parlamentari del partito di Silvio Berlusconi. Secondo Daniele Capezzone, “se in queste ore c’è qualcosa di davvero inquietante, è il tentativo di colpire il diritto a una piena rappresentanza politica e istituzionale di milioni di elettori, e cioè di quella grande parte del Paese che ha votato per Silvio Berlusconi. Ho votato due volte per l’elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, nel 2006 e nel 2013 e parlo dunque con assoluto rispetto. E’ questo il vulnus, è questa la ferita aggravata dalla applicazione retroattiva di una norma che è contestata da numerosi e autorevolissimi giuristi”.

Critico con Napolitano anche Sandro Bondi, coordinatore Pdl: “Prima di prendere carta e penna ed esprimere un giudizio politico, Napolitano avrebbe dovuto a mio parere ascoltare personalmente i i nostri capigruppo per avere piena contezza delle nostre decisioni”. Parole dure da parte anche di Daniela Santanché: “Il presidente della Repubblica dovrebbe inquietarsi, si, ma per l’apertura da parte dell’Europa del procedimento d’infrazione sulla irresponsabilità dei giudici italiani”.

Sulla questione delle dimissioni, intanto, prendono posizione due ministri del Pdl, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello. Il primo ha sostenuto a ‘Radio Anch’io’: “Il partitoha dimostrato unità profonda intorno al presidente Berlusconi che ha posto, e noi con lui, una grande questione della democrazia del Paese e cioè che una grande forza sia senza un leader per una decisione della magistratura. Alla sinistra diciamo di non avere un pregiudizio su questa grande questione e di affrontare il tema della giustizia”. In ogni caso, ha precisato Lupi, “da qui al 4 ottobre ogni parlamentare del Pdl deciderà cosa fare”. Ha rincarato Quagliariello: “Ieri non abbiamo votato alcune dimissioni, le dimissioni non si annunciano, si danno”.

Redazione online