Dimissioni Pdl, il Partito Democratico attacca: “Prova di irresponsabilità”

Guglielmo Epifani (getty images)

Dopo l’annuncio dei parlamentari del Pdl, che hanno deciso di dimettersi in massa qualora la Giunta per le elezioni votasse per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, il Partito Democratico torna ad attaccare i colleghi di maggioranza, con il suo segretario Guglielmo Epifani che afferma: “Le decisioni e i toni incredibili usati oggi dal Pdl sono l’ennesima prova di irresponsabilità nei confronti del Paese. Il presidente del Consiglio è a New York a rappresentare l’Italia di fronte all’Onu e ai mercati mondiali. In Parlamento il Partito Democratico è impegnato nell’approvazione delle riforme. Ogni giorno vengono messi in discussione delicati assetti del sistema industriale e dei servizi”.

Per questo motivo, ha aggiunto Epifani, è “difficile credere che si possa arrivare a tanto. I cittadini possono verificare ancora una volta chi tra mille difficoltà si adopera per fare e chi invece vuole buttare tutto all’aria”. Danilo Leva, responsabile Giustizia del Partito Democratico parla invece di “ennesima irresponsabile pagliacciata”, commentando: “I vassalli rimettono la loro investitura nelle mani del sovrano. I deputati del Pdl dimostrino la loro fedeltà al Paese e non ad un condannato”.

Ha concluso il suo ragionamento Leva: “Berlusconi è stato condannato in via definitiva per frode fiscale, si dovrebbe scusare con il Paese, il resto è uno spettacolo indecoroso. Se dalla farsa poi vogliono passare alla tragedia facendo cadere il Governo si assumeranno una responsabilità enorme. Gli italiani sapranno valutare”.

Intanto, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ in edicola oggi, il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, ha sostenuto: “Non è accettabile che il Pdl voglia far cuocere l’Italia e il governo Letta a fuoco lento, con questo stillicidio di minacce. Le dimissioni non si annunciano, ma si danno. Si prendano le loro responsabilità. Se vogliono stare al governo ci stiano in modo pieno, altrimenti lo dicano chiaramente”.

Ha spiegato ancora Zanda: “Io vedo delle ragioni formidabili per garantire all’Italia un minimo di stabilità, nella fase di crisi più lunga e dolorosa, sul plano economico e sociale, degli ultimi settant’anni. La sola idea che una forza politica responsabile, che rappresenta alcuni milioni di italiani, possa immaginare di risolvere i problemi del suo leader gettando il Paese nel marasma, mi sembra uno scenario poco credibile”.

Ha infine concluso il senatore democratico: “Il Pd, pur con tutti i suoi problemi interni, conferma testardamente la sua volontà di risolvere i problemi del Paese. La fiducia a un governo non si esaurisce con un voto, servono comportamenti coerenti ogni giorno e ogni minuto. Sí vedrà sulla legge di stabilità chi è per l’Italia e chi si occupa dei fatti suoi”.

Redazione online