Grecia, esplode ordigno ad Atene. Sindacati militari: “Dimissioni del Governo”

Scontri ad Atene (Getty images)

La situazione in Grecia continua ad essere molto tesa: ormai due settimane il paese è assediato da manifestazioni di protesta contro i tagli dei dipendenti pubblici e quelle promosse contro l’uccisione di un ragazzo ad opera del movimento di estrema destra Alba Dorata.
Infatti, ieri sera, nel centro di Atene si sono svolti alcuni scontri fra manifestanti antifascisti e la polizia che stava proteggendo una sede del partito di estrema destra Alba Dorata.

Sempre ad Atene, questa mattina è esploso un ordigno ad alto potenziale nella sede degli uffici del fisco (Doy) di Kifisias, nel quartiere a Nord di Atene. Fortunatamente la deflagrazione non ha provocato feriti.
Secondo i media locali, l’esplosione è stata preceduta da una telefonata alla polizia in cui un anonimo ha affermato che c’erano 30 minuti per disinnescare l’ordigno. La squadra degli artificieri inviata sul posto non è arrivata in tempo per evitare la deflagrazione.

A dare il colpo di grazia, o il “colpo di stato”, scende in campo anche il sindacato dei militari della riserva greca che in un comunicato diffuso ieri, tramite internet, gli ufficiali di complemento delle forze speciali greche hanno chiesto al governo di Atene di dimettersi: “In quanto il governo è incapace di offrire quanto previsto dalla Costituzione per i settori chiave della salute, istruzione, giustizia e sicurezza”.

Una situazione che come evidenzia l’huffingtonpost.it sembra precipitare di giorno in giorno: infatti, il primo ministro greco Andònis Samaràs avrebbe avviato da ieri una serie di riunioni con i membri del suo esecutivo.

Il documento firmato dalla “Confraternità degli ufficiali e dei soldati riservisti delle Forze Speciali”, il Keed, un sindacato di ex militari, è apparso sul sito web dell’associazione, e sarebbe ora all’esame della magistratura. Nel documento stata avanzata anche la richiesta della “formazione di un governo di unità nazionale e le dimissioni del presidente della Repubblica, Karolos Papoulias, per facilitare gli sviluppi desiderati dal popolo”
Un governo di “urgenza nazionale” che abbia a capo il presidente della Cassazione greca e la partecipazione “di personalità di ben noto valore, che non appartengano alla scena politica”.

Redazione