Nsa: Luther King e Moahmed Ali spiati all’epoca della Guerra del Vietnam

L'ombra del Generale Keith Alexander, al comando dell'US Cyber Command e direttore della National Security Agency (Getty images)

Torna a far parlare di sé la National security agency (Nsa), l’agenzia che si occupa della sicurezza nazionale americana, emersa nelle prime pagine dei quotidiani quest’estate dopo lo scandalo della diffusione dei dati del programma di spionaggio che hanno svelato una fitta rete di intercettazioni sui cittadini americani e Capi di Stato esteri.

Infatti stando a quanto rivelano i media, l’Università George Washington ha pubblicato dei documenti declassificati dai quali si apprende che l’agenzia in un programma di intercettazioni soprannominato “Minareto”, portato avanti tra il 1967 e il 1973, spiò le comunicazioni internazionali di 1650 cittadini americani tra i quali il leader della lotta per i diritti civili,Martin Luther King e il pugile Mohammad Ali, ma anche i giornalisti Tom Wicker del New York Times e Art Buchwald del Washington Post, Whitney Young, a capo della Urban League , due senatori, Sen. Frank Church (D-Idaho) e Howard Baker (R-Tenn.) oltre ad altri cittadini che si opponevano al conflitto del Vietnam.

L’esistenza del programma era emersa già nel 1975, ma non erano state rese note le generalità delle persone messe sotto controllo.
Come riporta il Washington post, l’operazione è stata voluta dall’allora presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson e dal suo successore Richard M. Nixon, eletto presidente nel 1968. Nei documenti viene scritto che nel 1967, “il paese sembrava andare in fiamme” e pertanto Johnson volle scovare i cittadini che si erano schierati contro la guerra e che ricevevano un sostegno dall’estero. Furono coinvolti sia la Cia che la difesa militare così come l’Fbi a fornire una lista di nomi. Successivamente l’operazione è stata portata avanti dalla NSA, che ha iniziato ufficialmente il programma Minaret nel 1969″.

Redazione