Pakistan: bilancio vittime sale a 350. Due isole emergono nell’area del sisma

Distretto di Awaran, Pakistan (Getty images)

Il bilancio del forte terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito la provincia del Baluchistan in Pakistan, continua a salire e secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità le vittime sono oltre 350, mentre i feriti sarebbero centinaia.

BILANCIO DESTINATO A SALIRE
Il ministro dell’Interno provinciale, Asad Gilani, ha precisato che “vi sono anche 440 feriti” e che “il bilancio delle vittime è destinato a salire ulteriormente”.

Il portavoce del governo provinciale ha invece evidenziato che il sisma ha distrutto interi villaggi: “Sei distretti – Awaran, Kech, Gwadar, Panjgur Chaghi e Khuzdar – e una popolazione di oltre 300.000 persone sono stati colpiti da questo terremoto”.

Mentre proseguono le operazioni dei soccorritori sul territorio, le autorità hanno reso noto che dopo la prima scossa, vi sono state almeno nove repliche di magnitudo variante fra 5,9 e 4,3 gradi Richter.

ISOLE EMERSE DAL TERREMOTO

Il terremoto in Pakistan ha fatto emergere due isole nella regione: la prima risulta essere un isolotto dalla forma di mezzaluna formato da fango e sassi è che è affiorata sulla superficie del mare Arabico a Gwadar, a circa 400 chilometri di distanza dall’epicentro del sisma e poco lontano dalle coste del Baluchistan.
Una massa alta circa 20 metri e lunga una settantina che ha immediatamente attratto gli occhi dei residenti più curiosi e dei pescatori che l’hanno battezzata “la montagna del sisma”.
Secondo quanto riportano i media, molte persone si sono avvicinate all’isolotto con le barche e alcune sarebbero anche sbarcate.

Tuttavia, secondo le previsioni dei sismologi, l’isola avrà una breve durata: “Si esclude che l’isola sia nata dalla deformazione causata dalla faglia a causa della grande distanza, di circa 500 chilometri. Piuttosto potrebbe essere un effetto indiretto del terremoto”, afferma il sismologo Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che spiega che il sisma potrebbe avere generato pressioni elevate che avrebbero causato la liquefazione dei sedimenti sottomarini, emersi in superficie attraverso una frattura.

Per i sismologi del Servizio di sorveglianza geologica degli Stati Uniti (Usgs) potrebbe essere un grande vulcano di fango, paragonabile a quelli, molto più piccoli, portati in superficie dal terremoto in Emilia Romagna del 2012.

La seconda isola, alta 6-7 metri, è stata avvistata al largo della città di Ormara della provincia del Baluchistan, vicino al fiume Basil.
Gli esperti dell’Istituto nazionale di Oceanografica del Pakistan hanno riferito che la formazione dell’isola potrebbe essere scaturita dalla pressione del gas: “Il nostro team ha trovato bolle che risalgono dalla superficie dell’isola e che hanno preso fuoco con un fiammifero. Si tratta di gas metano”, dichiara Mohammad Danish, biologo marino dell’Istituto.

Redazione