Papa Francesco: perdono di Dio più forte di ogni peccato

Papa Francesco (AFP/Getty Images)

Nuovo tweet da Papa Francesco, nuovo messaggio di speranza per i fedeli. “Il perdono di Dio è più forte di ogni peccato”, ha scritto oggi il Papa sul social network.

Questa mattina, nell’omelia durante la messa quotidiana a Santa Marta, il Pontefice ha parlato dell’incontro con Gesù. “Chi è costui, da dove viene?”, ha detto Papa Francesco ripetendo la domanda che fa Erode. Si tratta di una domanda, ha detto il Papa, che si pongono tutti coloro che incontrano Gesù. Un incontro, ha sottolineato, che può creare “problemi”. Perché “Gesù fa problemi”, ha aggiunto il Papa: “Non si può conoscere Gesù senza avere problemi. E io oserò dire: ‘Ma se tu vuoi avere un problema, vai per la strada di conoscere Gesù. Non uno, tanti ne avrai!’. Ma è la strada per conoscere Gesù! Non si può conoscere Gesù in prima classe! Gesù si conosce nell’andare quotidiano di tutti i giorni. Non si può conoscere Gesù nella tranquillità, neppure nella biblioteca…”. “Si può conoscere Gesù nel Catechismo”, ha spiegato il Pontefice, perché “il catechismo ci insegna tante cose su Gesù”, e “dobbiamo studiarlo, dobbiamo impararlo”, ha avvertito. “Ma non è sufficiente conoscerlo con la mente“, ha precisato il Papa. “Gesù è necessario conoscerlo nel dialogo con Lui, parlando con Lui, nella preghiera, in ginocchio. Se tu non preghi, se tu non parli con Gesù, non lo conosci. Tu sai cose di Gesù, ma non vai con quella conoscenza che ti dà il cuore nella preghiera. Conoscere Gesù con la mente, lo studio del Catechismo; conoscere Gesù col cuore, nella preghiera, nel dialogo con Lui. Questo ci aiuta abbastanza – ha detto ancora il Papa -, ma non è sufficiente… C’è una terza strada per conoscere Gesù: è la sequela. Andare con Lui, camminare con Lui“. Bisogna “conoscere Gesù col linguaggio dell’azione“, ha sottolineato Francesco. Se “io conosco Gesù così mi coinvolgo con Lui”. “Non si può conoscere Gesù senza coinvolgersi con Lui, senza scommettere la vita per Lui”. ha concluso il Papa.

Redazione