Dimissioni Pdl: Giovanardi non firma. Bondi: governo e legislatura finiti

Berlusconi e Carlo Giovanardi (Getty Images)

Prime defezioni tra i parlamentari del Pdl alla proposta del capogruppo al Senato Schifani di dimissioni di massa in caso di decadenza di Silvio Berlusconi da senatore e a cui ieri è seguita una raccolta di firme. “Non ho firmato e non firmerò le dimissioni perché ritengo non siano la modalità giusta per costringere le forze politiche ad assumersi le responsabilità nei confronti del paese, soprattutto in vista della prossima imminente campagna elettorale”, ha dichiarato il senatore Pdl Carlo Giovanardi, il quale ha comunque tenuto a precisare che la decisione della Giunta delle immunità del Senato, che ha avviato la procedura di decadenza per Berlusconi, sia “una mascalzonata” “incostituzionale”.

Di avviso completamente diverso il senatore e coordinatore del Pdl Sandro Bondi che ha invitato il Presidente della Repubblica a prendere atto della fine del governo. “In queste condizioni .- ha detto Bondi -, prolungare l’agonia di questo governo e di questa legislatura non giova a nessuno tantomeno all’Italia. Questo Napolitano lo sa bene”.

Dal canto suo, l’ex ministro di Forza Italia e deputato del Pdl Antonio Martino ha spiegato, in un’intervista al Corriere della Sera, che “le dimissioni che noi abbiamo promesso o minacciato non sono immediatamente efficaci” ma “lo diverranno solo quando verranno votate dall’Aula”. Martino ha precisato: “Non è detto che ipso facto si apra la crisi di governo, una crisi che non ritengo auspicabile, né per il Paese, né per il Pdl”. I cosiddetti falchi del Pdl “se dovrebbero dà ‘na carmata, come si dice a Roma”, ha commentato. “È normale il dispiacere e il desiderio di esprimere a Berlusconi affetto e solidarietà. Ma questo è un fatto personale, non istituzionale”, ha aggiunto Martino. “Al di là dei toni da melodramma è un fatto interno al Pdl, diventa un fatto esterno se si traduce in una sfiducia nei confronti del governo. E, come ha detto Napolitano, sarebbe inquietante e non giustificato”, ha spiegato l’ex ministro.

Redazione