Napolitano: “Oggi, smarrimento di confronto civile e di rispetto istituzionale”

Giorgio Napolitano (Getty IMages)

“Che cosa è rimasto di quel modo di vivere la politica e di convivere un’istituzione e anche del modo in cui si vedeva di conseguenza dall’esterno della politica, gli scontri non producevano come oggi smarrimento di ogni confronto civile e di ogni costume di rispetto personale e istituzionale” .

Un interrogativo molto forte e pertinente sollevato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’ambito della sua partecipazione ad un incontro dedicato al docente e politico Luigi Spaventa che si è svolto questa mattina all’Università della Bocconi a Milano.

L’ex premier Mario Monti, presidente della Bocconi, ha accolto Napolitano ringraziandolo pubblicamente per il suo secondo mandato e per “aver accettato questo fardello il cui peso con il passare dei giorni non mi sembra vada diminuendo”.
All’incontro hanno partecipato figure di spicco del mondo della politica e dell’economia: tra queste, il presidente della Bce Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ma anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Roberto Maroni, il presidente della Provincia Guido Podestà e la presidente della Rai Anna Maria Tarantola.

Il Presidente della Repubblica nel parlare di Luigi Spaventa non ha omesso di fare alcuni accenni critici e analogie nei riguardi della situazione di fibrillazione politica in cui è precipitato il Governo italiano, a seguito del caso della decadenza di Silvio Berlusconi e delle dimissioni del Pdl.

PRASSI POLITICA
“Luigi Spaventa si impegnò in Parlamento dal 1976 al 1983, due legislature entrambe accorciate, prassi molto italiana, come sappiamo, da scioglimenti precoci delle camere. Parlo qui della politica non come consapevolezza dell’interesse generale, senso del dovere civico, percezione responsabile dei problemi della società e dello Stato perché di questa dimensione, propria del vivere in democrazia, ogni cittadino dovrebbe essere partecipe e Luigi di certo lo fu in tutte le fasi della sua esistenza. Ma parlo della politica come funzione concretamente esercitata con quegli attributi di dedizione quotidiana, di competenza specifica, di immersione piena in un agone di confronto e di lotta, che ne fanno una professione”, dichiara Napolitano.

Il presidente della Politica ha poi evidenziato come il rapporto tra maggioranza e opposizione produce oggi “smarrimento di ogni nozione di confronto civile, e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale” riferendosi agli anni dell’impegno politico di Luigi Spaventa che poi s’interroga su cosa è rimasto di quel modo di vivere la politica.

RICORDO DI AFFETTO
“Quanto più tu abbia la ventura di inoltrarti, in età avanzata, nel tuo percorso di vita, tanto più avverti il vuoto di quelle che sono state presenze assai care, venute meno via via nel corso degli anni. E finisci per avere quasi il senso del dissolversi del tuo mondo come sfera di affetti radicati e di comunanze essenziali”, conclude il suo discorso Napolitano, che parlando di “un sentimento personale” si commuove nel ricordare il suo amico Luigi Spaventa.
“Per questo quel che allora può soccorrerti è il ricordo che ridiventa vita- prosegue il presidente- come qui oggi, è il sentire vicine figure, storie, pensieri che ancora possono accompagnarci”.

INCONTRO CON LETTA
Intanto però in merito alla situazione attuale, è atteso per oggi l’incontro al Quirinale tra il presidente del Consiglio Enrico Letta e il presidente Napolitano.
E’ quanto ha annunciato il premier italiano che stando a quanto riferiscono fonti interne all’esecutivo, al suo rientro da New York, incontrerà il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Letta avrebbe intenzione di porre un voto di fiducia su un documento di iniziativa governativa già martedì in Senato: una proposta che con molte probabilità sarà l’argomento dell’incontro con Napolitano.

Redazione