No Tav: sempre più stretta la morsa delle autorità. Perquisita casa di Perino

Una dimostrazione No Tav (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

E’ stato messo in atto questa mattina il mandato di persecuzione riguardante l’abitazione di Alberto Perino, portavoce storico del movimento No Tav. La casa di Condove dell’attivista valsusino è stata esaminata in lungo e in largo dagli agenti Digos torinesi nel corso di un’irruzione praticata con l’intento di ricercare prove a sostegno dell’accusa che vorrebbe Perino colpevole di istigazione a delinquere.

L’indagine in cui il leader del movimento che si oppone alla realizzazione del treno ad alta velocità tra Torino e Lione è coinvolto riguarda la messa in rete – attraverso siti web ascrivibili ai No Tav – di alcune fotografiche che testimoniano il transito nell’autostrada del Frejus di camion che, presumibilmente, trasportavano materiale diretto in Val Susa per il cantiere.

La stretta delle autorità sui dissidenti No Tav si sta facendo particolarmente forte. A testimoniarlo anche l’iscrizione nel registro degli indagati per falso ideologico del filosofo di fama internazionale Gianni Vattimo per aver, in qualità di europarlamentare, visitato il carcere torinese accompagnato da due noti esponenti No Tav (Nicoletta Desio e Luca Abbà). Vattimo, nel corso di un’intervista rilasciata a NoTav.info, portale web che sostiene gli attivisti, ha detto: “Oggi abbiamo un potere politico che non prevede altre forme di resistenza che non siano la lettera al direttore. In questo contesto ogni discorso sul terrorismo è una palla. Sdraiarsi per strada e bloccare il traffico è illegale? Forse si, ma lo ha fatto anche Gandhi con la sua resistenza passiva. Il vero problema è un altro”.

Redazione online