Fmi bacchetta l’Italia su instabilità politica e abolizione Imu

Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale (Getty Images)

Stoccata dal Fondo monetario internazionale all’Italia. L’istituto di Washington mette in guardia sull’instabilità politica, sottolineando come “le tensioni all’interno della coalizione di governo rappresentano un rischio per le prospettive economiche” del nostro Paese. “Il governo continua a portare avanti un’agenda di riforme ma si trova a far fronte a limiti politici“, afferma l’Fmi.

Il Fondo critica poi l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, sostenendo che il provvedimento “compromette gli obiettivi sui conti” e non aiuta la ripresa economica. Si chiede al governo italiano di ripristinare l’Imu sulla prima casa, anche attraverso la service tax.

L’Fmi prevede che il rapporto deficit-Pil dell’Italia nel 2013 salirà al 3,2%, dunque sopra il tetto massimo consentito del 3% dalla Ue, e più alto delle previsioni del governo che lo danno al 3,1%. Il deficit calerà poi al 2,1% nel 2014, sempre secondo il Fondo monetario internazionale. Il debito pubblico sarà invece nel 2013 al 132,3% del Pil, mentre nel 2014 salirà ancora per arrivare al 133,1%. Riguardo al prodotto interno lordo italiano, l’Fmi prevede che nel 2013 segnerà -1,8%, mentre nel 2014 sarà a +0,7%. Infine, sulla l’Fmi avverte che con il superamento del 12% la disoccupazione in Italia ha raggiunto “i massimi dal dopoguerra”. Con la disoccupazione giovanile che “sfiora il 40%”. Nel 2013 il Fondo prevede un tasso di disoccupazione al 12,5%, che scenderà appena nel 2014, al 12,4%.

Sono i dati pubblicati dal Fondo nel suo rapporto redatto a conclusione della missione di ispezione in Italia. “A partire dal tardo 2013 è attesa una ripresa modesta, sostenuta dalle esportazioni. I maggiori rischi a carico di queste prospettive derivano dalle marce indietro della politica e dalle debolezze delle banche”, si legge nel rapporto dell’Fmi.

Redazione