Governo: in attesa della verifica saltano le misure economiche, aumenterà l’Iva

Enrico Letta (ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

Enrico Letta non ci sta a farsi mettere in piedi in testa da Silvio Berlusconi e dai suoi sodali e all’annuncio dei parlamentari del Pdl rassegnare le dimissioni in blocco in caso di decadenza di Berlusconi; annuncio questa che volta sembra serio, con tanto di firma delle proprie dimissioni di senatori e deputati del partito di Berlusconi da presentare qualora qualora la giunta del senato pronunciasse in via definitiva la decadenza del loro leader all’indomani dell’udienza pubblica del 4 ottobre prossimo, in cui l’ex premier è chiamato a difendersi.

Letta, che nei giorni scorsi aveva detto che in testa non ha scritto “Joe Condor” (inteso ‘giocondo’, da una famosa vecchia pubblicità del Carosello), ha più volte sottolineato di non voler rimanere al governo a tutti i costi, nonostante l’importanza che l’esecutivo vada avanti con le riforme e l’inopportunità di una crisi di governo. Il premier però non vuole accettare ricatti dal Pdl e dopo l’incontro di ieri al Quirinale con il Presidente della Repubblica Napolitano ha deciso, con il pieno appoggio di quest’ultimo, di chiedere la verifica per il suo governo, presentandosi in Parlamento già lunedì o martedì prossimi a chiedere la fiducia: “Prendere o lasciare”, è la conclusione del presidente del Consiglio, per inchiodare i partiti alle loro responsabilità.

Nel frattempo il Consiglio dei Ministri riunito ieri sera, che avrebbe dovuto prendere diverse misure economiche, tra cui quella per evitare l’aumento dell’Iva, è stato incentrato su temi completamente diversi, con un aspro confronto tra ministri dei due partiti di maggioranza Pd e Pdl. Stando alle indiscrezioni trapelate dalla riunione, ci stato un violento scontro verbale i, Ministro dell’interno del Pdl Angelino Alfano e quello per i rapporti con il Parlamento del Pd Dario Franceschini. A questo ha fatto seguito un durissimo intervento di Enrico Letta, che a quel punto ha chiesto e preteso il chiarimento, prima di andare avanti. Il presidente del Consiglio avrebbe anche accusato il Pdl di bloccare l’attività dell’esecutivo, con il rinvio di tutti i provvedimenti economici, come le misure per riportare il deficit sotto il 3% del Pil e per bloccare l’aumento dell’Iva, che l’esecutivo avrebbe dovuto approvare ieri sera ma che sono stati “congelati”. Quindi l’Iva, martedì prossimo, 1° ottobre, molto probabilmente aumenterà

Redazione