La denuncia di Confesercenti: in otto mesi chiusi 50mila esercizi commerciali

Piccolo negozio nel centro di Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Bar, hotel, ristoranti, negozi piccoli e medi: la crisi non ha risparmiato nessuno nei primi otto mesi del 2013, secondo quanto riporta una ricerca effettuata da Confesercenti, che sottolinea come da gennaio a oggi abbiano chiuso circa 50mila esercizi commerciali; nel mirino dell’associazione dei commercianti – come viene spiegato in una nota diffusa sempre oggi – la liberalizzazione selvaggia degli orari e dei giorni di chiusura: “Un eccesso di liberalizzazioni che sta cambiando radicalmente il volto delle città, trasformando le vie dello shopping in tristi rassegne di saracinesche abbassate e di negozi in affitto”.

L’associazione nazionale dei commercianti ha anche lanciato una campagna per la revisione della legge sulle liberalizzazioni: “Confesercenti ha raccolto 150mila firme per cambiare il provvedimento: il nostro auspicio è che Governo, Parlamento e forze politiche prendano atto della gravità della situazione del commercio e degli effetti esiziali – in termini di imprese e di lavoro – che l’eccesso di liberalizzazioni sta avendo su di esso”.

La denuncia fatta dallo studio effettuato da Confesercenti è spietata: “Se continua così a fine 2013 avremo perso per sempre 30mila imprese e almeno 90mila posti di lavoro”. Spiega il segretario generale dell’associazione, Mauro Bussoni: “Serve un cambio di mentalità, senza innovazione non si può più fare impresa”. A pesare è soprattutto il saldo negativo nel settore ‘commercio al dettaglio in sede fissa’, che supera le 14mila unità di passivo; di contro, aumentano invece i negozi online, con un +24,5%. Male il settore della ristorazione, in calo di 5mila unità, malissimo quello dell’abbigliamento: un negozio su quattro ha alzato bandiera bianca.

Redazione online