Palermo: No Muos in corteo, occupata sede dell’Ars

Una manifestazione No Muos (screenshot SkyTg24)

“Bloccare il Muos, sabotare la guerra e cacciare Crocetta”, queste le parole d’ordine delle diverse migliaia di manifestanti in corteo oggi a Palermo per protestare contro il sistema satellitare Usa in costruzione a Niscemi. La tensione sarebbe alta, secondo quando sostenuto dalle forze dell’ordine, soprattutto dopo che un’informativa ministeriale avrebbe denunciato la possibile presenza di sedicenti black bloc, nell’ordine di poche decine di unità.

Ieri intanto un gruppo di attivisti ha occupato la Sala d’Ercole della sede del Parlamento regionale siciliano, a Palazzo dei Normanni di Palermo. La decina di persone – che ha sostenuto la propria intenzione di restare a oltranza – è entrata nella sede dell’Ars simulando di essere turisti. Ha spiegato Elvira Cusa, una delle portavoce del movimento: “Resteremo qui a tempo indeterminato”.

L’edizione online del quotidiano ‘La Repubblica’ riporta invece le parole di Irene Romeo: “Siamo entrati come turisti, pagando regolarmente il biglietto per visitare il Palazzo. Poi abbiamo distratto la sorveglianza e siamo entrati a Sala d’Ercole, occupando i balconi e mettendo lo striscione. La Digos ci ha invitato a uscire, ma noi abbiamo intenzione di rimanere a oltranza. Almeno finché Crocetta non revocherà di nuovo le autorizzazioni per il Muos”.

Nel corteo, partito un paio di ore fa, vi sono esponenti di Sel, tra cui il deputato nazionale e coordinatore regionale siciliano, Erasmo Palazzotto, del Movimento 5 Stelle e di Rifondazione Comunista. Presenti anche molti sindaci dell’area di Niscemi, Fabrizio Ferrandelli, del Partito democratico, Antonio Ingroia e Fabio Granata, ex parlamentare Msi/An/Fli, che ha da poco aderito al soggetto ambientalista Green Italia e che è originario proprio della zona di Caltanissetta.

Ha denunciato nel suo intervento Concetta Gualato, presidente del Comitato delle mamme No Muos di Niscemi: “I nostri figli non sono cavie di nessuno, non possiamo aspettare altri 20 anni per capire se il Muos può essere la causa di malattie per loro. Da anni siamo già cavie degli Usa per la presenza delle 46 antenne, Niscemi è un paese malato: la maggior parte delle donne ha problemi di tiroide, i nostri bambini si ammalano di leucemia e c’è un elevata percentuale di sterilità. Noi continueremo a lottare come possiamo”.