Papa: “La chiacchiera, lingua che genera il male. Tentazione del diavolo contro l’unità”

Papa Francesco (Getty images)

Papa Francesco ha tenuto un’omelia nella messa celebrata questa mattina a Santa Marta nei Giardini Vaticani per il Corpo della Gendarmeria Pontificia in occasione della Festa del protettore, San Michele Arcangelo, alla quale hanno preso parte 100 militari agli ordini del generale Domenico Giani.

Papa Francesco ha proposto una riflessione molto particolare sul ruolo del gendarme difensore della sicurezza del Vaticano, evidenziando un pericolo molto più subdolo rispetto alla delinquenza comune.

CHIACCHIERA TENTAZIONE DEL DIAVOLO CONTRO UNITA’
Infatti Bergoglio torna sul tema della “chiacchiera” che aveva già affrontato nel corso dell’udienza generale di mercoledì scorso: “In Vaticano- spiega il Santo Padre- il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale. E’ una guerra che non si fa con le armi, che noi conosciamo: si fa con la lingua. Chiediamo a San Michele che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere”.

“Qualcuno di voi potrà dirmi: Ma, padre, noi come c’entriamo qui col diavolo? Noi dobbiamo difendere la sicurezza di questo Stato, di questa città: che non ci siano i ladri, che non ci siano i delinquenti, che non vengano i nemici a prendere la città. Ma, anche quello è vero, ma Napoleone non tornerà più, eh? Se ne è andato. E non è facile che venga un esercito qui a prendere la città. La guerra oggi, almeno qui, si fa altrimenti: è la guerra del buio contro la luce; della notte contro il giorno”.

“Vi chiedo non solo di difendere le porte, le finestre del Vaticano” – peraltro un lavoro necessario e importante – ma di difendere come il vostro patrono San Michele le porte del cuore di chi lavora in Vaticano, dove la tentazione entra esattamente come altrove: Ma c’è una tentazione… Ma, io vorrei dirla – la dico così per tutti, anche per me, per tutti – però è una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità, quando le insidie vanno proprio contro l’unità di quelli che vivono e lavorano in Vaticano”, prosegue Papa Francesco spiegando in che cosa consiste questa nuova lotta contro l’insidia di una lingua armata dalle chiacchiere.

“Ciò che chiedo a voi”, incalza il Papa è “di difenderci mutuamente dalle chiacchiere”: “Chiediamo a San Michele che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere. E se io sento che qualcuno chiacchiera, fermarlo! ‘Qui non si può: gira la porta di Sant’Anna, va fuori e chiacchiera là! Qui non si può!’ … è quello, eh? Il buon seme sì: parlare bene uno dell’altro sì, ma la zizzania no!”

Per Papa Francesco, le “chiacchiere” sono “una lingua che genera il male” e deve essere vietata in Vaticano: “Vi chiedo non solo di difendere le porte, le finestre del Vaticano, un lavoro necessario e importante ma anche di difendere come il vostro patrono San Michele le porte del cuore di chi lavora in Vaticano, dove la tentazione entra esattamente come altrove. E’ una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità, quando le insidie vanno proprio contro l’unità di quelli che vivono e lavorano in Vaticano”.

NON FUGGIAMO DALLA CROCE QUANDO VERRÀ
Il Papa proseguendo l’omelia ha poi invitato a “non fuggire dalla Croce quando verrà. La Croce ci fa paura anche nell’opera di evangelizzazione, ma c’è la regola che il discepolo non è più grande del Maestro. C’è la regola che non c’è redenzione senza l’effusione del sangue, non c’è opera apostolica feconda senza la Croce. Forse noi pensiamo, ognuno di noi può pensare: E a me, a me cosa accadrà? Come sarà la mia Croce?. Non sappiamo. Non sappiamo, ma ci sarà! Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla Croce quando verrà: con paura, eh! Quello è vero! Quello ci fa paura. Ma la sequela di Gesù finisce là”.

Il Santo Padre ha voluto ricordare le ultime parole che Gesù ha detto a Pietro, nella incoronazione pontificia nel Tiberiade: “Mi ami? Pace! Mi ami? Pace! Ma le ultime parole erano quelle: Ti porteranno dove tu non vuoi andare!. La promessa della Croce”.

A conclusione della messa, Papa Francesco ha poi rivolto una preghiera alla Vergine Maria: “Vicinissima a Gesù, nella Croce, era sua madre, la sua mamma. Forse oggi, il giorno che noi la preghiamo, sarà buono chiederle la grazia non di togliere il timore, quello deve venire, il timore della Croce, ma la grazia di non spaventarci e fuggire dalla Croce. Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla Croce”.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Papa: “Non privatizziamo la Chiesa: guardiamo al di fuori del proprio recinto”