Crisi di governo, Squinzi: “Così rischiamo il commissariamento dell’Unione Europea”

Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Mario Carlini - Iguana Press/Getty Images)

Rispondendo alle domande dei cronisti a margine del convegno “Growth summit Italia: perché il paese può farcela”, in corso a Milano, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha spiegato: “La crisi attuale ci preoccupa perché rischia di vanificare i sacrifici sostenuti in questi anni dagli italiani e dalle imprese. Il rischio – e io ho visto i mercati che stamattina erano in fibrillazione sia in termini di quotazione di Borsa che in termini di spread – è che tutta questa instabilità possa portare a una precettazione del nostro Paese da parte dell’Europa”.

Squinzi ha poi precisato che il rischio è di una “gestione commissariale” e ha aggiunto: “Non tocca a noi esprimere dei giudizi di tipo politico, quello che riteniamo fondamentale è che il decreto sulla legge di stabilità venga realizzato con le decisioni giuste che peraltro noi abbiamo già indicato al governo Letta, mi auguro che il buon senso o meglio il senso di responsabilità di chi ci governa alla fine prevalga”.

Nel suo intervento al convegno, Squinzi ha poi sostenuto: “Lo sviluppo industriale non si improvvisa, si realizza solo se è perseguito con determinazione da politiche economiche esplicitamente orientate a ottenerlo. Per questo, serve prima di tutto la capacità di identificare con chiarezza gli obiettivi della politica industriale”. Inoltre, “perno del rilancio deve essere un’azione centrata sul manifatturiero, intorno al quale in Italia ruota tutto il sistema produttivo del made in Italy, dell’agricoltura, del turismo, dei servizi”.

Nessun commento politico sulle scelte di Berlusconi, ma “ciò che conta sono i risultati. L’importante è che il Paese tenga e che tengano i mercati finanziari, che il nostro Paese non venga ulteriormente penalizzato. Non vorrei che ci ritrovassimo nella situazione di ottobre 2011”.

Redazione online