Processo omicidio Meredith: si apre a Firenze la prima udienza in appello

I genitori di Meredith, Stephanie Kercher e John Kercher (Getty images)

E’ stato uno dei processi più seguiti dai media, come fu per i casi della strage di Erba, del delitto di Garlasco con l’omicidio di Chiara Poggi oppure come il delitto di Novi Ligure in cui Erica, una ragazza di appena 16 anni con il concorso del suo fidanzato uccise sua madre e il fratello undicenne.

Un elenco inarrestabile di cronaca nera al quale si aggiunse anche il delitto di Perugia che ha come vittima una giovane studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2007.

PROCESSO
Per l’omicidio fu condannato in via definitiva l’ivoriano Rudy Guede, come concorrente nell’omicidio. Mentre i due principali imputati la giovane studentessa americana Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito furono condannati in primo grado e poi assolti, invece, in appello per non avere commesso il fatto relativamente all’omicidio.
Tuttavia, la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso della Procura Generale, ha annullato la sentenza assolutoria d’appello e ha rinviato gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze dove oggi si apre la prima udienza a carico di Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher.

PROCESSO D’APPELLO CORTE FIRENZE
Nell’ambito del nuovo processo d’appello, stando a quanto rivelano i media, i giudici potrebbero decidere già dalla prima udienza di riaprire o no il dibattimento e disporre nuove perizie.
Infatti, tra le motivazioni delle Cassazione sono state indicate di effettuare delle analisi della terza traccia di Dna trovata sul coltello, sequestrato in casa di Sollecito, che per l’accusa ritiene è l’arma del delitto. Da parte della difesa invece si sarebbe una lunga richiesta di testimoni da riascoltare e di nuovi accertamenti scientifici.
Con molte probabilità saranno valutati gli indizi che la Corte d’appello di Perugia aveva giudicato insufficienti come le prove scientifiche che erano state giudicate improbabili per effetto della contaminazione durante la raccolta dei reperti dimostrata dai suoi periti.

IMPUTATI
Hanno fatto scalpore le dichiarazioni della Knox che ha deciso di non tornare in Italia per prendere parte al processo: “A parte le spese che comporterebbe seguire un processo in Italia, non voglio tornare in un paese dove sono stata tenuta in carcere per quattro anni nonostante fossi innocente”, ha dichiarato la Knox.
Anche Sollecito non è presente questa mattina alla prima udienza del nuovo processo: infatti, come riporta il quotidiano La Repubblica Raffaele resterà a Santo Domingo, ospite di un amico e dove sta cercando lavoro come ingegnere informatico.
Ma il padre del ragazzo, Francesco Sollecito, ha reso noto che Raffaele sarà presente alle prossime udienze. “Di sicuro sarà in aula per le ultime due udienze di ottobre”.

FAMIGLIA MEREDITH
Anche i familiari di Meredith Kercher non sono presenti in aula e dopo le affermazioni della Knox che ha detto di voler portare dei fiori sulla tomba di Meredith hanno lanciato un appello pubblicato dal Guardian in cui chiedono che Amanda non si rechi sulla tomba di Meredith: “Alla sua famiglia ci sono voluti quasi cinque anni per iniziare a sentirsi pronta a lasciar riposare Mez ed è ancora oggi molto doloroso. Tuttavia, oggi lei ha un posto vicino a noi che noi e i suoi amici possiamo visitare per portare fiori e trascorrere del tempo…. la sua tomba è oggi il suo luogo sicuro per riposare in pace e stare con noi e noi speriamo che sia rispettato da tutti”.

Redazione

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