Torino-Juventus, derby al veleno tra le due società

Torino-Juventus (Getty images)

 

Questo Torino-Juventus del settembre 2013 verrà ricordato a lungo per le polemiche del post-partita. La Juve vince 1-0 con un gol di Pogba, viziato da una posizione irregolare di Tevez sugli sviluppi dell’azione. A fine partita i granata si appellano a questa decisione arbitrale contraria, mentre dalla parte bianconera accusano gli avversari per alcune mancate espulsioni, in particolare Immobile per un brutto fallo su Tevez. E in serata sono partiti i comunicati di fuoco fra i due club. Comincia il Toro: ”Ma come conta Conte? Al termine del derby, il tecnico bianconero Antonio Conte ha dichiarato, rispondendo a chi gli chiedeva del gol irregolare per netto fuorigioco di Tevez, che “la Juve ha tenuto la palla ed attaccato per 70′”. Viene da chiedersi Conte con quale pallottoliere conti il possesso palla, considerando che i dati statistici, pubblicati sul sito della Lega Calcio al termine del match, raccontano di un possesso palla della Juventus pari al 52%, contro il 48% del Toro. Tanto schiacciante, dunque, la superiorità della Juventus non è stata. Il fallo di Immobile era da espulsione, cosa sarebbe successo con il Toro in 10?”. Davvero il fallo di Immobile era da espulsione? La stessa curiosità resta inevasa anche in ottica granata: cosa sarebbe successo se l’identico fallo di Pogba su El Kaddouri fosse stato sanzionato con il rosso, al pari della somma di ammonizioni che avrebbe meritato Marchisio? La verità è che la Juventus ha vinto il derby per 1-0, e che quell’1-0 è stato viziato da un evidentissimo fuorigioco. Il resto sono solo inutili parole. Sicuramente Conte, a scuola, era più bravo in italiano che in matematica”. Risponde la Juve. ”Neanche un tiro in porta da parte del Toro. Basterebbe questo dato a spiegare l’assoluta supremazia della Juventus nel Derby, considerando oltretutto che i bianconeri di conclusioni tra i pali ne hanno piazzate otto, sule 17 totali. Sei appena quelle dei granata e nessuna che abbia impensierito Buffon, spettatore non pagante all’Olimpico. Era dal 17 novembre 2012 che la Juve non concedeva neanche un tiro tra i pali agli avversari. Allora a rimanere a secco fu la Lazio, che però uscì indenne dallo Stadium. Questa volta invece il gol di Pogba ha premiato il dominio della squadra di Conte, che ha tenuto il baricentro molto alto, a 59,2 metri, contro quello del Toro, fermo a 50, 7 metri. E se il possesso di palla è stato quasi pari, 50,7 a 49.3% per i bianconeri, l’indice di pericolosità non lascia dubbi: 59,2% quello della Juve, 22,8% quello del Toro. Stesso discorso per la supremazia territoriale: oltre 12 minuti per i Campioni d’Italia, poco meno di otto per i granata. Il quinto successo consecutivo nel Derby, che eguaglia la striscia record messa a segno tra il 1932 e il 1934, nasce da una solidità difensiva che è ormai costante delle stracittadine: i bianconeri non subiscono reti dal Toro, da quella di Cauet del febbraio 2002. Anche la capacità di creare occasioni però, nonostante una gara “imballata” è alla base del successo. Sono 25 le giocate utili di Tevez e compagni nell’area avversaria a fronte delle 4 della squadra di Ventura. Proprio l’Apache, nonostante il duro colpo subito da Ciro Immobile nel primo tempo, è stato l’uomo più pericoloso, con 5 conclusioni personali. Dietro di lui il match winner Pogba, Marchisio e Vucinic, tutti con due tiri a testa”.

Marco Orrù