Turchia, Erdogan avvia riforme di “democratizzazione”

Recep Tayyip Erdogan (Getty Images)

Reintroduzione della libertà di velo negli uffici pubblici, aperture verso la minoranza curda e eliminazione dell’obbligo di inno nelle scuole: questi i tre passaggi chiave delle riforme annunciate dal premier turco Recep Tayyip Erdogan. Lo ha annunciato egli stesso in conferenza stampa, commentando: “E’ un passo importante e un momento storico”.

Importante la reintroduzione della libertà di velo per le dipendenti di uffici pubblici – che però non riguarderà militari e magistrati – pone fine al severo bando voluto da una sentenza della corte costituzionale del 1989. Viene anche eliminata la formula “Sono turco, giusto, e lavoro bene”, obbligatoria per i bambini in età scolastica, ma le novità più importanti riguardano la minoranza curda.

Nell’ambito di una serie di impegni presi nel processo di pace con il Pkk, la parte oltranzista e guerrigliera della minoranza curda, che attraverso il suo leader Apo Ocalan aveva assicurato l’inizio del disarmo nei mesi scorsi, Erdogan ha annunciato infatti che “le scuole private turche offriranno un’istruzione in lingua curda, a lungo vietata”, inoltre è previsto il ripristino dei nomi curdi di località del Kurdistan turco e la revoca del bando delle lettere Q, X e W, usate dai curdi ma vietate nell’alfabeto turco.

Ultima importante iniziativa, richiesta a gran voce da buona parte delle opposizioni, è l’abbassamento dello sbarramento per entrare in Parlamento dalla soglia del 10% a quella del 5%. Potranno inoltre accedere ai finanziamenti pubblici quei partiti che supereranno la soglia del 3%. Per anni, secondo molti politologi, la soglia di sbarramento al 10% ha consentito a Erdogan di governare con larghe maggioranze il Paese.

Redazione online