In corteo per Valerio Verbano, centinaia di attivisti ricordano il giovane antifascista

Ritratto di Valerio Verbano (archivio Carla Verbano/pubblico dominio)
Ritratto di Valerio Verbano (archivio Carla Verbano/pubblico dominio)

Si è svolta per il secondo anno senza la presenza di mamma Rina la commemorazione della morte di Valerio Verbano, ucciso in circostanza mai del tutto chiarite il 22 febbraio 1980. Essendo il giovane militante attivo da diversi anni in una controinchiesta sull’ambiente dell’estremismo di destra romano, la matrice neofascista dell’omicidio sembra non essere in discussione, con diversi pentiti a suffragare questa pista, indirizzando in particolare le indagini verso alcuni militanti di Terza Posizione e di altri gruppi di destra.

A ricordare il giovane antifascista, in piazza si sono ritrovate oggi diverse centinaia di persone. Anche in virtù della concomitanza con le proteste a livello nazionale dei No Tav, diverse erano le bandiere del movimento valsusino, mentre un attivista ha spiegato al megafono: “Se fosse vivo, Valerio Verbano prenderebbe la bandiera dei No Tav e combatterebbe con noi contro la politica delle grandi opere”.

In mattinata, alla presenza del sindaco di Roma Ignazio Marino e del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, è stata deposta una corona di fiori sotto casa di Valerio Verbano, sulle note di ‘Bella Ciao’, cantata da militanti e amici, ma anche dalle istituzioni presenti. Ha ricordato il primo cittadino: “Io ero un giovane medico e ricordo quanto quegli anni fossero caratterizzati da molta violenza”.

Smeriglio ha invece presentato la sua iniziativa sulla Casa del Ricordo: “Stiamo lavorando per mettere l’abitazione di Valerio e Carla a disposizione del territorio e degli antifascisti per la costruzione di un centro di documentazione, un luogo della memoria per la città di Roma. Un passo concreto come il lavoro che stiamo facendo per la tutela della palestra popolare dedicata a Valerio”.

Redazione online