Caso Abu Omar, la Cassazione annulla condanne a Sismi: “C’è segreto di Stato”

Abu Omar (Getty Images)
Abu Omar (Getty Images)

Colpo di scena nel caso Abu Omar, l’ex imam di Viale Jenner a Milano, condannato di recente a sei anni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere con finalità di terrorismo internazionale, e oggetto di un clamoroso rapimento avvenuto il 17 febbraio 2003 a opera della Cia. La Corte di Cassazione ha infatti deciso oggi di annullare le sentenze di condanna in appello nei confronti degli allora vertici del Sismi e di alcuni agenti coinvolti nel rapimento.

Sentenze di condanna annullate dunque per Nicolò Pollari, all’epoca a capo dei servizi segreti, che era stato condannato ad una pena di 10 anni di carcere, Marco Mancini, agente segreto tra i più noti e apprezzati, che avrebbe dovuto scontare nove anni di detenzione, e per gli altri imputati, tre in tutto, condannati a sei anni. Secondo la Cassazione l’azione penale “non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato”.

“Non avevo mai perso la fiducia nella giustizia. La verita è emersa”, è stato il primo commento del principale imputato in questo processo, Nicolò Pollari, proseguendo: “Ora il mio primo pensiero va a mia moglie e alle mie figlie. E va ai miei genitori di 99 anni, purtroppo in fin di vita ma ancora qui per accogliere la notizia della mia innocenza, e a tutti coloro che mi hanno voluto bene”. L’ex capo del Sismi ha poi rivolto un ultimo pensiero “a coloro che hanno subito condanne per fatti dipendenti da questa vicenda e che hanno operato per conto dello Stato e sono formalmente e sostanzialmente innocenti. Non è possibile godere appieno di un’affermazione di verità, dimenticando queste persone”.

Redazione online