Fukushima: revoca dell’ordine di evacuazione di aree vicine alla centrale

Incontro tra il presidente della Tokyo Electric Power Co (Tepco) Naomi Hirose e il segretario generale della Japan's Nuclear Regulatory Authority Katsuhiko Ikeda (Getty images)
Incontro tra il presidente della Tokyo Electric Power Co (Tepco) Naomi Hirose e il segretario generale della Japan’s Nuclear Regulatory Authority Katsuhiko Ikeda (Getty images)

Nonostante la segnalazione di una nuova perdita di acqua radioattiva registra nel sito nucleare di Fukushima, lo scorso 22 febbraio e gli alti livelli di cesio radioattivo all’interno di un pozzo d’acqua che si trova tra la centrale e l’Oceano Pacifico segnalati a metà febbraio dalla Tepco, la società che gestisce l’impianto nucleare giapponese, il Governo giapponese ha deciso di revocare l’ordine di evacuazione di un’area vicina alla centrale nucleare di Fukushima.
Il provvedimento consente agli abitanti che sono stati costretti di lasciare le loro abitazioni all’indomani dell’incidente alla centrale che si è verificato nel marzo del 2011 dopo il terremoto e uno tsunami, di tornare nelle loro case.

“La formale revoca dell’ordine di evacuazione entrerà in vigore il primo aprile e coinvolgerà 300 persone”, ha detto un funzionario dell’ufficio del primo ministro riferendosi alla città di Tamura, situata a circa 20 chilometri a ovest dalla centrale, ha detto un .

Secondo il progetto del governo, nei prossimi due anni, circa 30.000 persone potranno tornare nelle loro avitazioni.

Tuttavia, come riporta Tmnews, molti cittadini temono ancora delle conseguenze sulla propria salute.

Secondo le direttive del governo, alcune zone molto vicine alla centrale saranno nuovamente considerate abitabili dal momento in cui un abitante rischia un’esposizione ad una dose radioattiva inferiore a 20 millisievert all’anno.
Un limite in linea con quanto stabilito dalla Commissione internazionale per la protezione radiologica secondo la quale non ci deve essere un’esposizione media di un millisievert all’anno, precisando che già sotto i 100 millisievert annui non esiste alcun aumento significativo del rischio di cancro.

Redazione

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