Marò India: niente legge antiterrorismo, prossima udienza tra due settimane

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)

All’udienza di oggi davanti alla Corte Suprema di Nuova Delhi sul caso dei marò italiani, il procuratore generale G. E. Vahanvati ha presentato l’opinione del governo indiano favorevole a non applicare il Sua act, la legge antiterrorismo e antipirateria, al caso dei due militari italiani, accusati di aver ucciso per errore due pescatori indiani, due anni fa mentre gli stessi miliari prestavano servizio antipirateria a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie, al largo delle coste indiane. In questo modo ai due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non si applicherà la pena di morte in caso di condanna. Lo stesso procuratore, tuttavia, ha chiesto che i capi di accusa vengano formulati dalla polizia Nia, la polizia speciale indiana antiterrorismo, che ha svolto le indagini.

La difesa degli italiani si è opposta a quest’ultima ipotesi, affermando che è “è impossibile utilizzare la Nia in assenza del Sua Act”. Il giudice ha chiesto alle parti di presentare le loro posizioni sulla questione e ha fissato una nuova udienza tra due settimane.

All’uscita dell’udienza di oggi, l’avvocato difensore dei due marò, Mukul Rohatgi, ha sottolineato il risultato ottenuto con l’eliminazione della legge anti-pirateria al caso. “Con l’eliminazione del Sua Act abbiamo fatto un primo passo. Ora presenteremo le nostre motivazioni avverse al mantenimento della polizia investigativa Nia”, ha spiegato.

Redazione