Whatsapp, nessuna spiegazione ufficiale dopo il “black out” di sabato. Ma arrivano novità

    Whatsapp (getty images)
    Whatsapp (getty images)

     

    “Our system is currently experiencing an outage. We are working on it and hope to have it repaired shortly”Poi, 4 ore dopo: “WhatsApp service has been restored. We are so sorry for the downtime” (“Il nostro sistema sta avendo problemi. Ci stiamo lavorando e speriamo di ripararlo in breve tempo.” “I servizi di Whatsapp sono stati ripristinati. Siamo molto spiacenti per il periodo di down”, ndr).

    Nel tempo intercorso tra questi due messaggi, pubblicati sui profili social di Whatsapp, il servizio di messaggistica istantanea più famoso al mondo, con 450 milioni di utenti, ha misteriosamente smesso di funzionare. Misteriosamente, perché nessuna spiegazione ufficiale è stata data finora per motivare il “black out” dell’applicazione.

    La rete si è subito scatenata con messaggi e fotomontaggi umoristici, dopo che la scorsa settimana Whatsapp è stato acquisito da Facebook per l’esorbitante cifra di 19 miliardi di dollari.

    Le ipotesi formulate finora parlano di un possibile attacco hacker come segno di protesta per l’accentramento del traffico di messaggi nelle mani di Zuckerberg, che dall’operazione ha guadagnato 450 milioni di utenti, in crescita continua ed esponenziale. La mancanza di una rivendicazione, che in genere è il tratto distintivo di questo tipo di reati informatici, ha però fatto naufragare l’idea. Anche perchè gli hacker non colpiscono in genere mezzi di informazione e di comunicazione poiché contrari ad ogni forma di censura .

    John Constine, autore di un articolo di TechCrunch (sito sulle nuove tenocologie, ndr) sul black out di Whatsapp, ne ha fornito una spiegazione più probabile: potrebbe essere che in seguito all’acquisizione sia stato avviato un backup (operazione di salvataggio di tutti i dati contenuti in un server o in un pc, ndr) che abbia comportato il blocco dell’applicazione. Non sarebbe il primo caso per la società di Mountain View, che, nonostante l’imponente numero di utenti, ha a sua disposizione un team di solamente 32 ingegneri.

    Verosimilmente una parte degli oltre 6 mila impiegati di Facebook è già al lavoro per potenziare e migliorare i servizi offerti dalla nuova società entrata a far parte del colosso di Manlo Park. Anche se i vertici di Whatsapp e Zuckerberg hanno annunciato che i due marchi rimarranno indipendenti, sicuramente l’intenzione è quella, ora che si sono unite le forze, di espandere i confini della nuova creatura.

    Intanto, Jan Koum (uno dei due creatori di Whatsapp, ndr), ha confermato al Congresso mondiale della telefonia mobile di Barcellona: “Introdurremo la voce in Whatsapp nel secondo trimestre dell’anno”. Grazie a questa novità i suoi servizi si avvicineranno sempre di più a quelli della concorrente Viber.

     

    Redazione