Coldiretti, disoccupazione: il 32% dei giovani disposti ad accettare stipendio sotto ai 500 euro

Disoccupazione giovanile (Getty Images)
Disoccupazione giovanile (Getty Images)

Da uno studio di Coldiretti/Ixè sul tema la “Crisi: i giovani italiani e il lavoro nel 2014” che è stato presentato questa mattina all’Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti emerge un panorama molto preoccupante per quanto riguarda il lavoro giovanile con una disoccupazione record ma anche espliciti segnali di flessibilità delle giovani generazioni disposte ad accettare anche i più modesti lavori e sopratutto ad immigrare per trovare un impiego.

Una fotografia dell’Italia che ormai da mesi si conferma catastrofica per i giovani e l’impiego: tanto che lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso al Senato ha evidenziato che tra le prime riforme da atturare vi è quella del mercato del lavoro.

Ma al momento, gli ultimi dati sono ancora piuttosto sconfortanti: infatti, secondo l’indagine, nel 2014 quasi un giovane su quattro, il 23% dei giovani è pronto ad accettare un posto da spazzino, mentre il 27% entrerebbe in un call center e il 36% farebbe volentieri il pony express.

E ancora: un giovane su tre (il 33%) è disposto ad accettare un orario più pesante con lo stesso stipendio oppure il 32% dei giovani accetterebbe anceh uno stipendio inferiore ai 500 euro a parità di orario.

Insomma, una flessibilità che ha portato allo stremo le giovani generazioni e non solo.

Dai dati il 51% dei trentenni italiani vive con la “paghetta” dei genitori o dei nonni eil 3% con quella di altri parenti mentre il lavoro resta ancora un miraggio.

Dall’indagine statistica il 51% dei ragazzi è disposta ad espatriare pur di trovare un impiego.

Tra i giovani oltre al miraggio di un lavoro, per il 46% degli intervistati permane anche il sogno del posto fisso. Un dato in calo del 7% rispetto al 2013. Da questo punto di vista, il 34% dei giovani mira ad un ruolo come dipendente pubblico.

L’indagine ha anche considerato i giovani che lavorano e che hanno espresso “livelli molto alti di soddisfazione anche per il confronto con le difficoltà dei coetanei”, sottolinea Coldiretti.
Il 63% si ritiene quindi soddisfatto: il 25% perché è appassionato dal proprio lavoro, il 22% perché offre opportunità di crescita professionali, il 16% perché consente di curare altri interessi mentre un risicato 11% è soddisfatto del lato economico.

Infine, in linea con quanto emerso dal Rapporto Ocse sulla “Crescita nel 2014”, l’indagine della Coldiretti ha evidenziato la criticità tra scuola e mondo del lavoro: infatti, solo il 30% dei giovani ha un lavoro coerente con gli studi, mentre il 23% lo fa solo in parte.

Redazione

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