Fiducia alla Camera, replica di Renzi: “Fondamentale che per questo governo non ci siano più alibi”

L'Aula della Camera dei Deputati (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
L’Aula della Camera dei Deputati (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

E’ terminato il dibattito nell’aula della Camera sulla fiducia al Governo Renzi.
Durante gli interventi, il presidente del Consiglio ha ricevuto una telefonata dal premier britannico Tony Blair che si è complimentato per il programma di riforme. Le dichiarazioni di voto inizieranno dopo la replica di Renzi ai 51 interventi della Camera mentre i risultati del voto usciranno entro le 20h di questa sera.

In aula si è presentato oggi anche l’ex segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani accolto da un lungo applauso dai deputati. “Grazie a pbersani per essere in aula oggi. Un gesto non scontato, per me particolarmente importante. Grazie”, ha scritto Renzi su twitter Renzi che è poi andato a salutare al banco l’ex segretario Pd. Poi nel corso della replica, il segretario Pd ha chiarito: “Il fatto che Pier Luigi Bersani sia qui, avendo idee molto diverse, è un segno di uno stile e di un rispetto non semplicemente personale, ma di un rispetto politico”.

Umberto Bossi è intervenuto nel dibattito e ha chiesto al presidente del Consiglio Matteo Renzi di rivedere le leggi che “hanno contribuito alla crisi” come “la legge Prodi-Damiano” che ha “tolto il tfr ai lavoratori e tolto alle aziende la possibilità di autofinanziarsi come avevano fatto per anni”. Sul fronte di Forza Italia, Maria Stella Gelmini ha affermato che “noi voteremo contro il governo Renzi, il suo programma e un premier non eletto dal Paese. Renzi non ha indicato le soluzioni ai problemi né tantomeno come saranno trovate le risorse”.

Nel suo intervento conclusivo Renzi ha esordito spiegando di essersi preparato una replica ai 57 inteverventi, ma poi Renzi ha voluto spiegare il suo sentimento personale nell’entrare alla Camera nei luoghi delle istituzioni: “Ho pensato che entrando in questa Camera si prova un senso di stupore e vorrei dire in modo informale che tutte le aule danno un senso di vertigine e di rispetto nei confronti della Democrazia”.

Il premier ha poi ricordato la figura di Giovanni Falcone, invitando le opposizioni a non usare con leggerezza la parole ‘mafia’ e ha sottolineato: “Noi oggi siamo in un momento diverso, la mia generazione si è avvicinata alla politica quando era la cosa più assurda e controcorrente, ora non abbiamo più alibi. Se riusciremo a fare quello che abbiamo promesso, avremo fatto il nostro dovere. Se non ci riusciremo, la responsabilità sarà di chi si è assunto il compito di guidare il Governo. E questo non è un atto di coraggio, ma puro realismo”.

Renzi ha inoltre lanciato la proposta per una “gigantesca battaglia perché la stabilità della sicurezza scolastica sia più importante della stabilità dei conti. E’ un fatto di credibilità e dignità”. E sulle riforme: “Prima dell’avvio del semestre di presidenza italiana dell’Ue, cioè luglio prossimo, occorre aver realizzato le principali riforme, sia istituzionali (legge elettorale, Senato e TItolo V), che economiche (fisco, istruzione e pubblica amministrazione)”.

“La doppia cifra di riduzione del cuneo fiscale si riferiva ai miliardi, non alla percentuale. La mostreremo la settimana prossima” – ha concluso Renzi – “Se riduco di 10 miliardi la pressione fiscale non credo possa arrivare un sorrisino”. Sono ora in corso le dichiarazioni di voto.

Redazione

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