Marò: ipotesi di passaggio del caso dalla Nia ad un’altra agenzia. Ulteriore prolungamento tempi del processo

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)

Dopo la decisione della Corte Suprema indiana di accogliere la richiesta del governo indiano favorevole a non applicare il Sua act (legge antiterrorismo e antipirateria contestata dall’Italia), invitando la polizia investigativa indiana (Nia) a presentare i capi di accusa nella prossima seduta della Corte, sui media indiani spunta l’ipotesi che l’abbandono del Sua Act potrebbe comportare il passaggio del caso marò dall’agenzia antiterrorismo (Nia) ad un’altra agenzia come il Central bureau of investigation.

Infatti, come riporta l’Ansa, il quotidiano India Today, nel riportare le affermazioni di un funzionario del ministero degli interni, evidenzia che in questo caso le indagini potrebbero ricominciare da capo.
“Il Nia seguiva il caso, ma se viene lasciato cadere il Sua act allora potrebbe intervenire un’atra agenzia. Il Nia non può seguire casi che ricadono solo sotto il codice penale. Se il caso sarà trasferito allora l’inchiesta ricomincerà. Non c’è dubbio che il governo ha sbagliato nella gestione della vicenda”, avrebbe detto il funzionario.

Intanto sul fronte delle relazioni diplomatiche con l’Unione Europea, il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz ieri, nell’ambito della seduta plenaria, ha ribadito la necessità che l’India rispetti la convezione internazionale Onu lanciano “un appello alle autorità indiame perché rispettino pienamente e prontamente il diritto internazionale e specialmente la Convenzione Onu sul diritto del mare”. Schulz ha ricordato inoltre che “sono ormai passati oltre due anni”: “Le sorti dei marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Giorne è stato nelle mani delle autorità giudiziarie per più di due anni. Senza entrare nel merito del caso, condivido la preoccupazione delle autorità italiane per la durata e i ritardi del caso. Le relazioni tra l’Unione Europea e l’India – ha poi concluso Schulz- devono essere basate sulla fiducia reciproca e sul rispetto dello stato di diritto. Perché queste relazioni fioriscano in tutti i campi, la diplomazia ed il dialogo devono restare le linee guida, evitando ogni forma di ritorsione”.

Redazione

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