Matteo Renzi oggi alla Camera

Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)
Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

Dopo il voto di fiducia al Senato, dove ha ottenuto la fiducia con 169 voti, oggi il neo Presidente del Consiglio Matteo Renzi si presenta alla Camera dei Deputati per il voto di fiducia.

Oggi alla Camera ben 51 deputati si sono iscritti a parlare. Anche in questo caso sarà dunque un dibattito lungo.

Questa mattina di buon’ora, Matteo Renzi ha scritto su twitter: “Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori,imprenditori,sindaci a Treviso. #lavoltabuona”.

Renzi è arrivato alla Camera portando con sé il suo computer portatile, che ha appoggiato e aperto sul banco del governo, vicino alle sue carte. Il premier legge la rassegna stampa di oggi sui giornali cartacei e intanto diversi di deputati gli si avvicinano, lasciando dei bigliettini. In modo del tutto irrituale, il Presidente del Consiglio ha scelto di non ripetere il discorso tenuto ieri al Senato, ma di aprire subito con il dibattito, terminato il quale terrà la replica.

Matteo Renzi con il suo pc portatile sul banco del governo alla Camera (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi con il suo pc portatile sul banco del governo alla Camera (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Tra gli interventi alla Camera, si segnala quello di Stefano Fassina del Pd, che ha dichiarato che voterà la fiducia, non mancando tuttavia di sottolineare la difficoltà del voto all’interno del partito. Con un discorso appassionato, Fassina ha criticato il liberismo spinto e il monetarismo esasperato dell’Unione europea, mettendo subito in chiaro di non essere a favore di una politica della spesa, che causa solo un aumento del debito pubblico scaricandolo sulle spalle delle nuove generazioni, ma allo stesso tempo ha avvertito i rischi e i danni dell’attuale politica economica dell’Unione. Fassina ha precisato che il suo voto al governo non sarà “il conferimento di una delega in bianco. Sul piano programmatico vi è la più ampia disponibilità possibile ma – ha spiegato – valuterò esclusivamente il merito dei provvedimenti”.

Giuseppe Civati, rivolgendosi a Renzi amichevolmente, ha annunciato che voterà la fiducia, ma non senza un certo disagio, un disagio che, ha spiegato, “è molto forte”, ed è quello di molti elettori del Partito Democratico e di molti cittadini. Il deputato del Pd, ex candidato alla segreteria del partito, ha rimarcato la mancanza di una legittimazione elettorale del nuovo governo Renzi. “Anche io ho sognato che la nostra generazione arrivasse fin qui –  ha detto Civati – ma con le elezioni e non con una manovra di Palazzo. Ho deciso dopo un lungo travaglio di votare a favore della fiducia perché credo, come dice Bersani, che non si debba sfasciare tutto e non parlo solo del Pd ma anche del Paese – ha spiegato -. Ho cercato di convincere tutti voi che la strada fosse sbagliata ma non ci sono riuscito. Lavorerò in questa Aula e fuori per ricostruire il centrosinistra, che rimane un’ossessione, la mia vera speranza per questo Paese”.

Decisamente sopra le righe è stato l’intervento del deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia: “Tu, Matteo Renzi, e il ministro Padoan siete figli di troika. I punti del programma di Governo erano infatti contenuti già molti mesi fa in un documento della Ubs”, ha detto il deputato,che è stato immediatamente richiamato per il suo linguaggio dalla presidente Laura Boldrini. “Mentre tu e Letta vi facevate le scarpe 9mila imprese storiche chiudevano”, ha accusato Sibilia.

Redazione