Messico, arresto Guzman: i legali del boss presentano ricorso contro eventuale estradizione in Usa

L'arresto di Guzman (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images))
L’arresto di Guzman (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images))

Il superlatitante leader del cartello di Sinaloa, Joaquin Guzman, detto “El Chapo” arrestato sabato scorso dopo 13 anni di latitanza, ha presentato un ricorso contro una possibile richiesta di estradizione negli Stati Uniti anticipando le mosse della procura distrettuale di New York.

E’ quanto avrebbe confermato una fonte giudiziaria messicana precisando che i legali del boss più potente del mondo del narcotraffico, hanno depositato un ricorso contro “la detenzione, l’isolamento, le presunte torture e l’estradizione”.
Infatti, all’indomani dell’arresto di Guzman, il portavoce del procuratore distrettuale di New York, Robert Nardoza, aveva fatto presente dell’intenzione di chiedere l’estradizione negli Stati Uniti, in quanto El Chapo è responsabile di numerosi crimini non solo in Messico ma anche negli Usa.

Sulla sua cattura intanto emergono alcuni particolari che potrebbero smentire in parte le ipotesi- tra cui quella avanzata da Roberto Saviano che da anni segue le vicende di El Chapo – che il super boss sia stato tradito da alcuni suoi fedelissimi all’interno del cartello.
Come ripota Tmnews, alcuni responsabili americani e messicani, hanno fatto sapere che per la cattura di Guzman si è rivelato fondamentale il sostegno dell’intelligence americana. Gli invistigatori sarebbero risaliti al boss che era in una nota località turistica del Messico, grazie all’uso di intercettazioni telefoniche e di droni per la sorveglianza aerea.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Narcotraffico, arresto Guzman: Usa potrebbero chiedere estradizione