Onu: 2014 anno internazionale piccoli stati insulari, emergenza clima

Il Palazzo di Vetro sede delle Nazioni Unite a New York (Chris Jackson/Getty Images)
Il Palazzo di Vetro sede delle Nazioni Unite a New York (Chris Jackson/Getty Images)

 

Le Nazioni Unite hanno deciso quest’anno, per la prima volta, di dedicare un anno ad un gruppo di Paesi: si tratta dei piccoli stati insulari, in totale una cinquantina di nazioni, che rappresentano ambienti ideali per lo sviluppo di biodiversità ma sono anche termometro dello stato del surriscaldamento globale.

“Se non facciamo qualcosa alcune delle nostre isole non arriveranno alla fine del secolo” ha detto Baron Divavesi Waqa, presidente di Nauru (Isola della Micronesia), alla riunione di apertura dell’Anno dei Piccoli Stati Insulari (Sids) alle Nazioni Unite. Queste piccole nazioni si trovano a fronteggiare ogni anno disastri naturali più gravi, spesso dovuti ai cambiamenti climatici: le Maldive, ad esempio, rischiano letteralmente di affondare.  Il segretario generale Ban Ki Moon  ha lanciato un importante appello: “Il Pianeta Terra è la nostra Isola Condivisa. Uniamo le forze per proteggerla”.

L’Italia si è dichiarata da sempre in prima linea per questa causa, e il suo rappresentante permanente all’Onu, Sebastiano Cardi, ha colto l’occasione per ribadirlo: “Appoggiamo in pieno l’agenda dei piccoli stati insulari in vista della Conferenza Internazionale di settembre a Samoa”.

“Si tratta di ‘sea locked country’ (paesi accerchiati dal mare, ndr): l’anno a loro dedicato deve servire a puntare i riflettori sui problemi, galvanizzare le azioni e liberare il potenziale delle popolazioni e soprattutto dei giovani”, ha commentato in una conferenza stampa il Ministro degli Esteri delle Barbados, Maxine McClean.

Il nostro Paese da qualche anno ha avviato iniziative di cooperazione internazionale con alcuni di questi piccoli Stati Insulari: da una parte un accordo di collaborazione per le energie rinnovabili con 12 piccole nazioni del Pacifico, del quale si parlerà a settembre a Samoa, dall’altra lo sforzo politico per inserire il tema della salute di mari e oceani negli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

 

Redazione