Ucraina: corsa per le presidenziali e timori per nazionalismo di destra. Delicati equilibri internazionali

Una bandiera col volto di Yulia Tymoshenko (MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images)
Una bandiera col volto di Yulia Tymoshenko (MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images)

Il parlamento ucraino ha deciso di rinviare a giovedì la formazione del nuovo governo di coalizione provvisorio che doveva essere stabilito oggi in base all’agenda che aveva annunciato Oleksandr Turcinov, il nuovo presidente nominato ad interim in vista delle alle elezioni previste il 25 maggio.
Turcinov, è il braccio destro dell’ex premier Iulia Timoshenko, l’ex premier ucraino scarcerata lunedì scorso.

PRESIDENZIALI – Da oggi in Ucraina parte anche la corsa per le presidenziali. Si apprende che la commissione centrale elettorale ha cominciato ad accettare la registrazione delle richieste dei candidati. Le candidature potranno essere presentate fino al 4 aprile.
Tra i candidati probabili, come riporta l’Ansa: il leader di Udar, l’ex campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko, il leader del partito Patria Arseny Iatseniuk, il presidente del partito di estrema destra Svoboda Oleg Tiaghnibok, e la stessa Timoshenko.
Tuttavia si apprende che Mikhail Dobkin, capo dell’amministrazione regionale filorussa di Kharkov avrebbe annunciato ieri la sua discesa in campo.

Intanto, il Parlamento ucraino ha anche eletto Oleg Makhnitski, membro del partito di destra e ultranazionalista Svoboda, come nuovo procuratore generale d’Ucraina e un deputato del partito Patria della Timoschenko è stato nominato nuovo governatore della Banca centrale Ucraina.
Un ruolo che per molti servirà a completare gli interessi della Timoschenko insinuando un clima, all’indomani della fuga dell’ex presidente Viktor Yanukovich che lascia presagire che la situazione nel paese è ben lontano dall’essere risolta.

Sul fronte interno del paese ci sono ancora molte persone che sostengono il presidente deposto Yanukovich, ora ricercato per massacro di civili, ma anche per il nazionalismo di destra crescente e forme di antisemitismo.

Infatti, il rabbino Margolin ha chiesto all’Unione europea di insistere con gli attuali responsabili della sicurezza a Kiev affinchè impediscano gli attacchi contro la minoranza ebraica.
Nelle ultime 48 ha evidenziato il rabbino si sono moltiplicati in varie località dell’Ucraina gli episodi di carattere antisemita come ad esempio il lancio di una bottiglia incendiaria contro una sinagoga.

RUSSIA– Il braccio di ferro con la Russia prosegue e ieri il primo ministro russo, Dmitry Medvedev richiamando l’ambasciatore russo a Kiev, non solo ha espresso “dubbi” sulla legittimità degli organi di governo nominati nei giorni scorsi ma ha spiegato che l’accordo raggiunto il 21 febbraio, tra l’opposizione e Yanukovich, con i mediatori dell’Unione Europea è stato un diversivo per attuare un cambio di potere.
Inoltre Medvedev ha espresso preoccupazione per un risalita dell’ultra destra nazionalista nel paese e ha evidenziato la pericolosità di alcuni provvedimenti del Parlamento ucraino che potrebbero violare i diritti umani delle popolazioni di lingua russa e di altre minoranze che vivono nel Paese.

Questa mattina il ministro degli esteri russo Sergev Lavrov ha evidenziato il pericolo di “imporre scelta una scelta con noi o contro di noì” assicurando che la Russia non interferirà negli affari interni dell’Ucraina e auspicando che anche i suoi partner occidentali assumano la stessa posizione.

Tuttavia gli osservatori, evidenziano anche il pericolo di una guerra del gas che potrebbe rivelarsi il prossimo inverno sia nei riguardi dell’Ucraina che dell’Ue.

Il leader comunista russo Ghennadi Ziuganov si dice preoccupato per gli ultimi sviluppi della situazione in Ucraina dove secondo lui “è crollata tutta la verticale del potere” esprimendo preoccupazioni per la sicurezza delle cinque centrali nucleari di fabbricazione sovietica (con 15 reattori in tutto) esistenti nel territorio ucraino, auspicando che se ne facciano carico gli esperti russi ed europei.

UNIONE EUROPEA– All’indomani dall’incontro tra l’altro rappresentante della politica estera Ue Catherine Ashton con i rappresentanti del governo provvisorio, il presidente della Commissione José Barroso ha fatto sapere che l’UE sta lavorando con i partner internazionali per trovare i modi per “sostenere economicamente” l’Ucraina. Nell’ambito della seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, Barroso ha anche lanicato un appello alla Russia affinché “lavori costruttivamente con noi per garantire un’Ucraina unita” e che sia “elemento di stabilità” per l’Europa e infine che “abbia buone relazioni con i vicini a est e ovest”.
Barroso ha concluso ricordando di alle parti che la priorità consiste nel rispettare “l’unità territoriale del paese”.

Una posizione ribadita anche dall’ambasciatore della Ue a Mosca, Vygaudas Usackas: “L’Europa è pronta a garantire aiuto finanziario all’Ucraina dopo che sarà formato il nuovo governo e sarà chiaro il suo programma, e spera nella cooperazione tra Ue e Russia in questo campo”, ha detto l’ambasciatore.

Redazione


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