Giallo di via Poma: oggi la sentenza della Cassazione deciderà la sorte di Raniero Busco

Simonetta Cesaroni
Simonetta Cesaroni

Oggi a Roma si torna nuovamente  in aula per il delitto di via Poma. Sarà la Cassazione a decidere su uno dei casi più complicati e misteriosi d’Italia.

Non è stato ancora risolto il giallo della morte di Simonetta Cesaroni. Unico imputato di tutta questa intricata vicenda rimane Raniero Busco, l’ex fidanzato. La sua storia processuale è simile a quella che ha visto coinvolto Alberto Stasi, unico indiziato dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco: condannato in primo grado a 24 anni, assolto con formula piena dalla Corte d’assise d’appello. La sua posizione, però, in questo momento sembra più forte, perché sostenuta da una sentenza di secondo grado le cui motivazioni scardinano completamente l’impianto accusatorio.

“Il presidente Mario D’Andria e il giudice a latere Giancarlo De Cataldo – racconta l’edizione online del messaggero.it –  hanno sottolineato l’assenza totale di certezze. Per la Corte, Busco non aveva un movente e non ci sono prove che sia stato lui a uccidere. Neppure quelle deboli tracce di Dna, trovate sul corpetto di Simonetta, sono sufficienti a incastrarlo: nulla dimostra, si legge nei motivi, che siano state lasciate da Busco in occasione dell’omicidio.”

Intanto, nei giorni scorsi,  Paola Cesaroni ha parlato ai microfoni della trasmissione “Quarto grado” su rete quattro: “Temo che l’assassino di mia sorella non verrà mai scoperto – si è sfogata – La giustizia funziona poco. Spero che la Cassazione possa rimettere in gioco tutte le cose. Ci sono dubbi, non c’è chiarezza. In secondo grado abbiamo visto una farsa, non un processo”.

Simonetta?: “Non riesco a dimenticare la sera in cui la trovai senza vita in quell’ufficio. Fu terribile quando mi convocarono per un interrogatorio e mi mostrarono le foto di lei straziata da 29 coltellate. Fu uno choc. Forse volevano sapere se nascondevo qualcosa. All’interno dell’ufficio di via Poma probabilmente accadevano cose al di fuori di quel che poteva essere il lavoro normale. Probabilmente quella notte successe qualcosa che mise in agitazione tutti, qualcosa che non doveva accadere”.

Redazione online