Giallo Simonetta Cesaroni: Busco assolto in via definitiva

Raniero Busco
Raniero Busco

E’ ancora senza volto l’assassino di Simonetta Cesaroni. La Cassazione ha confermato l’assoluzione – che diventa definita – per Raniero Busco dall’accusa di aver ucciso in via Poma, a Roma il 7 agosto 1990, la sua ex fidanzata. Il ricorso della Procura Generale è stato respinto.

La requisitoria del pg Salzano si è svolta innanzi alla Prima sezione penale della Suprema Corte che deciderà in serata. In primo grado, Busco era stato condannato a 24 anni di reclusione il 26 gennaio 2011 dalla Corte di Assise di Roma. Ad avviso del pg della Cassazione Francesco Salzano non sono condivisibili gli esiti della maxiperizia del professor Corrado Cipolla D’Abruzzo che aveva escluso la presenza di un morso attribuibile a Busco sul seno della vittima.

“Nonostante lo sforzo motivazionale contenuto nella sentenza di assoluzione, non posso non sottolineare una certa disomogeneità nel percorso decisionale: c’è stata una svalutazione, una sottovalutazione e una parcellizzazione degli indizi a carico dell’imputato”: lo ha detto il pg della Cassazione, Francesco Salzano chiedendo l’annullamento dell’ assoluzione di Raniero Busco per il delitto di Via Poma. A suo avviso “si svaluta il movente dello stato di tensione del rapporto» con la vittima. Ad avviso di Salzano è necessaria una «rinnovazione dibattimentale” che faccia luce e “ci rassereni rispetto a tutti gli aspetti di criticità» del verdetto assolutorio. A suo avviso, la maxi-perizia sul presunto morso al seno della vittima Simonetta Cesaroni “non ha risposto al quesito fondamentale dell’attribuibilità della traccia della dentatura a Busco». Salzano ha aggiunto che in proposito la motivazione della sentenza di appello, che ha escluso la presenza del morso, «non è convincente e viola i principi del contraddittorio e quelli della prova scientifica”.

 

Redazione online