M5S Senato, caos in assemblea: in diversi pronti a dimettersi

Senatori M5S in aula (Elisabetta Villa/Getty Images)
Senatori M5S in aula (Elisabetta Villa/Getty Images)

E’ finita nel caos l’assemblea dei senatori del Movimento 5 Stelle che avrebbe dovuto porre dei chiarimenti sull’incontro congiunto di ieri sera, al termine del quale i parlamentari hanno votato in maggioranza per l’espulsione dei quattri senatori ‘dissidenti’, Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino. A generare l’epilogo, la richiesta di Serenella Fucksia al capogruppo a Palazzo Madama, Vincenzo Santangelo, di invalidare la riunione di ieri sera. A questa richiesta, se n’è associata un’altra analoga di Lorenzo Battista, al quale Santangelo ha risposto in malo modo.

A quel punto, una decina di senatori hanno abbandonato polemicamente l’assemblea. Oltre ai quattro dissidenti, avrebbero lasciato Alessandra Bencini, Maurizio Romani, Bartolomeo Pepe, Giuseppe Vacciano e Laura Bignami. Alcuni di loro avrebbero manifestato l’intenzione di dimettersi dal Senato, come la Bencini, che ha spiegato: “Voglio andarmene ma non solo dal gruppo. Gli altri cosa faranno non lo so. Io sono una ed ho le idee chiare”. Analoghe intenzioni sono state manifestate anche da Romani e dalla Bignami.

Un altro senatore, Roberto Cotti, che nei giorni scorsi era finito nel mirino del blog di Grillo per alcune dichiarazioni rilasciate a ‘Ballarò’, sostiene che sono una trentina i senatori in dissenso con l’espulsione, all’interno del Movimento, e sul suo profilo Facebook dà questa lettura del voto di ieri: “La decisione è stata presa col voto di appena una quindicina di senatori (su 50) ed oltre 60 deputati che non conoscono nemmeno i nostri colleghi”.

Intanto, in attesa del responso degli attivisti del blog di Grillo, che arriverà dopo le 19, si aprono delle crepe anche alla Camera dei Deputati, con alcuni parlamentari decisamente contrari all’espulsione; si tratta – tra gli altri – di Alessio Tacconi, che ha scritto su Twitter “Massima solidarietá ai senatori. Consideratemi il quinto”, e Tommaso Currò.

L’ipotesi è che ci siano i numeri per formare gruppi autonomi di “dissidenti” sia alla Camera che al Senato, mentre una nuova polemica si apre tra i pentastellati e riguarda le mozioni di sfiducia individuali nei confronti dei ministri Federica Guidi e Giuliano Poletti. Il senatore Mario Michele Giarrusso ha denunciato su Facebook: “Oggi è successo un fatto gravissimo. Sono state presentate due mozioni di sfiducia contro i ministri in carica, anche a mio nome, senza che le stesse siano mai state discusse ed approvate in assemblea e senza che nessuno dei colleghi, tranne il responsabile, le avesse mai viste. E’ un atto che viola le regole che avevamo sottoscritto al momento della candidatura e che prevedevano la condivisione in assemblea delle scelte del gruppo”.

Redazione online