M5S: sì a procedura di espulsione per i senatori dissidenti

Luis Alberto Orellana (Elisabetta Villa/Getty Images)
Luis Alberto Orellana (Elisabetta Villa/Getty Images)

Ieri sera è arrivato il verdetto dell’assemblea congiunta dei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle nei confronti dei quattro senatori dissidenti del Movimento, Luis Alberto Orellana, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella. L’assemblea ha deciso per l’apertura della procedura di espulsione nei confronti dei quattro, la cui permanenza all’interno del M5S sarà decisa dagli iscritti attraverso il voto online.

La decisione dell’assemblea dei 5 Stelle era praticamente scontata, anche se non sono mancate le divisioni, emerse dalla diretta streaming della riunione. Alcuni senatori hanno tentato di difendere i colleghi “ribelli”, mentre il deputato Alessio Tacconi è stato talmente critico nei confronti della decisione da chiedere che anche il suo nome fosse aggiunto all’elenco dei dissidenti da espellere. “Non hanno violato il codice di comportamento ma sono stati autori di un reato di opinione”, ha affermato Tacconi. Nonostante le critiche, la maggioranza dell’assemblea si è comunque espressa a favore dell’espulsione di Orellana, Bocchino, Battista e Campanella, lasciando come sempre l’ultima parola alla rete.

I quattro senatori dissidenti hanno preso parte all’assemblea, tentando di difendersi dall’accusa di aver costituito un gruppo parlamentare autonomo con la creazione di un proprio ufficio di comunicazione. Hanno affermato di non hanno violato il regolamento del Movimento e che la condanna nei loro confronti è stata espressa soltanto da un post sul blog di Grillo. Una difesa che tuttavia non è stata sufficiente.

Questa mattina sul suo blog, il leader Beppe Grillo ha spiegato così la decisione dell’espulsione: “Dopo svariate segnalazioni dal territorio di ragazzi, di attivisti, che ci dicevano che i 4 senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana si vedevano poco e male, i parlamentari del M5S hanno fatto un’assemblea congiunta decidendo l’espulsione dei suddetti senatori. A me dispiace, perché in fondo non c’è niente di drammatico, però non sono più in sintonia con il MoVimento”. Grillo ha messo sotto accusa i quattro senatori per aver proposto un’alleanza con Enrico Letta. “Tutte persone che sul palco quando c’ero io dicevano esattamente il contrario, dicevano: ‘a casa tutti'”,ha sottolineato sul blog. “Sono cambiati, si cambia, non è mica detto – ha aggiunto -. Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo, capisco anche quello”, ha continuato Grillo, contestando le motivazioni ideologiche dei dissidenti: “‘Grillo non si fa mai vedere, Grillo dall’alto, il blog di Casaleggio’. Queste sono cazzate – ha scritto -, non sono motivazioni ideologiche”. “Adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti. Abbiamo una battaglia: dobbiamo vincere le europee e le vinceremo“, ha concluso Grillo.

Il voto per l’espulsione dei senatori 5 Stelle ribelli è in corso sul web e sarà possibile fino alle ore 19, scrive il Corriere della Sera. Il quotidiano, che dedica alla notizia l’apertura del suo sito web, scrive anche che ci sarebbero 30 parlamentari pronti ad unirsi ai dissidenti e ad abbandonare Grillo e il suo Movimento.

Redazione

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