Metodo Stamina, a marzo stop alle infusioni

Manifestazione a favore del metodo Stamina (Getty Images)
Manifestazione a favore del metodo Stamina (Getty Images)

Intervenendo in un’audizione alla commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo, che ha avviato un’indagine conoscitiva per provare a capire i termini della questione, il commissario straordinario degli Spedali Riuniti di Brescia, Elio Belleri, ha reso noto che almeno fino alla fine di marzo non vi saranno nel nosocomio infusioni di cellule con il metodo Stamina, in quanto la fondazione “ci ha comunicato che la loro biologa non sarà presente nel nostro laboratorio per tutto il mese per ragioni personali. E poiché non dispone di altri operatori in grado di agire in autonomia, il trattamento sarà sospeso”.

In realtà le infusioni sono ferme da metà gennaio “perché c’è stata la questione della mancata iscrizione dell’esperta di Stamina all’ordine dei biologi”. Belleri ha poi evidenziato quali sono i numeri della somministrazione del metodo: “Ad oggi i pazienti che abbiamo avuto in trattamento con il metodo Stamina sono stati 36, di cui 2 sono deceduti e uno si è ritirato. Quelli in lista d’attesa sono invece 149”. Poi ha concluso sottolineando come “nel periodo di massimo picco, abbiamo ricevuto centinaia di richieste telefoniche al giorno”.

Nel corso delle stesse audizioni, il vicepresidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani ha chiesto “riservatezza ed equilibrio”, ammettendo che “forse sono stati commessi degli errori” rispetto alla somministrazione del metodo Stamina. “In questo preciso momento siamo costretti a osservare la legge. Anche io mi interrogo su come siamo arrivati a tanto, ma non possiamo interrompere. E per questo abbiamo chiesto un intervento del ministero”, ha aggiunto Mantovani, sottolineando come in Regione arrivino “le telefonate di genitori e pazienti che non possiamo fermare”.

Redazione online