Napolitano a Catania: “Sviluppo del Sud è condizione per crescita del Paese”

Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

E’ arrivato oggi a Catania, dove è stato accolto dalla protesta silenziosa dei lavoratori della Micron, azienda attiva nella costruzione di memorie per il computer, dietro lo striscione “Micron, da eccellenze a eccedenze”, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha poi assistito nel Salone Bellini del Palazzo degli Elefanti all’incontro “Catania e lo sviluppo del distretto Sud-Est Sicilia”, mentre nel pomeriggio ha presenziato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università.

Successivamente Napolitano ha tenuto un intervento al sito industriale della STMicroelectronics, spiegando: “Abbiamo discusso molto solo in termini di politiche pubbliche per il Mezzogiorno, di distribuzione di risorse, addirittura di quote da riservare sul totale della spesa pubblica o sul totale degli investimenti e delle partecipazioni statali. Credo che però sia fondamentale ciò che si riesce a produrre qui. Lo sviluppo del Meridione è condizione per l’ulteriore sviluppo del sistema Paese”.

“Si deve vedere dunque quel che c’è qui, nel Meridione che possiamo definire più profondo”, ha aggiunto Napolitano, sottolineando: “Non dobbiamo ridurre lo sforzo in alcuni campi legati alla politica europea. Al di là del cambiamento del governo, occorre un pieno utilizzo dei fondi europei”. E ancora: “Ci si è impegnati a riformare il titolo V della Costituzione, che in Italia è già difficile fare una riforma è una cosa difficile, figuriamoci una riforma della riforma”.

Napolitano ha proseguito: “Occorre abbandonare gli eccessi di autoreferenzialità e la tendenza all’arroccamento da parte delle Regione. E’ mancata l’istituzione di un’Agenzia per la Coesione Territoriale, uno strumento a cui le Regioni debbono collaborare e non provare a resistere”. Il Capo dello Stato ha concluso ricordando come “in questi anni l’attenzione delle istituzioni europee è stata assorbita dalla questione della crisi del debito sovrano”, mentre “abbiamo bisogno di uno spostamento di accento verso altre direzioni per lo sviluppo del modello europeo”.

Redazione online