Reggio Emilia: va alla camera ardente del padre, c’è un altro morto

Camera Mortuaria (Getty Images)
Camera Mortuaria (Getty Images)

Reggio Emilia. Un signora va alla camera ardente per dare l’addio al papà morto, ma nella cassa, vestito con gli abiti che aveva fornito alle pompe funebri, c’è un altro defunto. Si è trattato probabilmente di un errore delle onoranze funebri: uno scambio di salme.
Rossana Barani era andata alle camere ardenti del nosocomio: le avevano appena detto che suo padre Medardo, 86 anni, era morto. Quando si è trovata di fronte alla salma, però, si è accorta che quello che le hanno mostrato non era suo padre. Nella stanza accanto, vestito con gli abiti di un’altra salma e in un’altra bara, c’era suo padre. Davanti alle proteste della donna, è iniziato un reciproco scambio di accuse: i responsabili delle pompe funebri, che hanno rimediato subito all’errore, le avrebbero detto che la responsabilità sarebbe stata dei responsabili dell’ospedale. L’Ausl ha subito rispedito al mittente le accuse: “L’errore di identificazione” non è attribuibile a loro. “La direzione – si legge in una nota – informa che i pazienti deceduti presso i reparti dell’ospedale, dopo il periodo di osservazione, vengono trasportati alle camere ardenti dal personale ospedaliero. A tutti i pazienti, al momento del ricovero, viene messo al polso il braccialetto di identificazione nel quale sono contrassegnati nome e cognome. Il braccialetto, che non viene mai rimosso dal personale ospedaliero durante il ricovero, viene tolto dal personale delle imprese di pompe funebri nella fase di preparazione della salma, che si svolge nella sala vestizione della camera ardente. L’errore che si è verificato alla camera ardente non è pertanto responsabilità del personale sanitario dell’ospedale di Montecchio”.

Redazione online