Sicilia, assessore regionale: “Guadagno meno di un commesso”. Critiche dalla Cgil

Soldi (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
Soldi (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

“E’ un paradosso che un assessore regionale guadagni meno del suo capo di gabinetto, meno di un deputato e, in certi casi, perfino di un commesso? Eppure è così”, così l’assessore regionale al Lavoro della Sicilia, Ester Bonafede, ha scatenato una dura polemica, commentando gli effetti della delibera applicativa della spending review in vigore dal primo gennaio. Ha proseguito l’esponente Udc: “Oltre ai tagli orizzontali, gli assessori subiscono la tassazione dell’unica indennità percepita per intero. Così per quanto mi riguarda, il mio personale stipendio netto, con la tassazione al 44%, è di 5.440 euro mensili. Meno di quanto percepisca il mio capo di gabinetto o un semplice deputato, che non ha lo stesso carico di responsabilità di un componente del governo”.

Alle affermazioni della Bonafede, ha replicato la Cgil, attraverso Elvira Morana: “E’ incredibile che un esponente del governo si lamenti del suo stipendio, di fronte al dilagare del disagio sociale, di fronte al fatto che ci sono migliaia di lavoratori senza neanche tutele sociali. Ci vorrebbe più senso della misura e certamente maggior buon gusto, evitando certe esternazioni”. Secondo la Morana, è con il “mondo del lavoro in difficoltà, per il quale il governo dovrebbe adoperarsi, che l’assessore dovrebbe fare i paragoni, o almeno tacere. Non con i deputati regionali e i loro stipendi”.

Poco fa, la Bonafede ha rilasciato una nota stampa in cui precisa che “la conversazione aveva semplicemente i contorni di un discorso dai caratteri generali. Le mie parole sono state estrapolate da un dialogo sul valore e sul lavoro degli assessori della Regione siciliana”.

Redazione online