Usa: Senato accusa il Crédit Suisse di aver aiutato 20 mila americani ad evadere le tasse

Insegna Credit Suisse (Getty images)
Insegna Credit Suisse (Getty images)

In base alle indagini emerse dal rapporto di una commissione d’inchiesta del Senato statunitense sulle pratiche di evasione fiscale messe in atto dalle banche svizzere è emerso che il Crédit Suisse ha aiutato 22 mila cittadini statunitensi ad evadere le imposte, aprendo loro un conto nella Confederazione.
Secondo le stime “oltre 12 miliardi di franchi non sarebbero stati denunciati al fisco Usa”, viene scritto nel rapporto che precisa che “tra il 2001 ed il 2008, Crédit Suisse ha messo in atto tutta una serie di pratiche bancarie, concepite per consentire ai clienti statunitensi di dissimulare i propri averi alle autorità statunitensi”.
Tra le varie attività costruite ad hoc vi sono la costituzione di “entità offshore”.
“Lo studio del caso con al centro il Crédit Suisse evidenzia come una banca svizzera si sia resa complice di evasione fiscale, negli Stati Uniti, non solo dietro lo schermo del segreto bancario elvetico, ma inviando propri emissari nel nostro Paese per aprire dei conti in nero”.

Prima dell’audizione in Senato del Ceo di Crédit Suisse, Brady Dougan, la Banca aveva già ammesso di aver contribuito “con grande rincrescimento” ad aver aiutati i suoi clienti americani a nascondere i loro redditi”.
In una nota, il Crédit Suisse ha precisato che “anche se per la Svizzera non è illegale, riteniamo inaccettabile che dei banchieri abbiano aiutato dei clienti statunitensi ad evadere le imposte”.

In base ad un documento presentato da Dougan, Crédit Suisse ha evidenziato che la colpa è da attribuire ad alcuni dipendenti: “Credit Suisse riconosce che un piccolo gruppo di banchieri privati con sede in Svizzera ha avuto un cattivo comportamento” afferma Dougan sottolineando che i vertici dell’istituto non ne erano al corrente.

L’istituto è una delle 14 banche indagate dal Dipartimento di Giustizia e nel 2008 ha chiuso i conti americani e non ha più conti offshore di cittadini americani.

Secondo le indiscrezioni, l’istituto di credito elvetico avrebbe già trovato un accordo con le autorità americane con un patteggiamento da 800 milioni di dollari.

Redazione