Espulsione senatori M5S, Battista: “Sempre stato fedele al movimento”, no a gruppo con Civati

Una protesta del Movimento 5 Stelle sul tetto di Montecitorio (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Una protesta del Movimento 5 Stelle sul tetto di Montecitorio (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“A me dispiace perché non c’è niente di drammatico, però non sono più in sintonia con il movimento chiedendo alleanze con il Partito Democratico mentre quando erano sul palco con me dicevano proprio l’opposto. Sono cambiati, si può comprendere le persone cambiano”, ha commentato il leader del Movimento cinque stelle, Beppe Grillo parlando dell’espulsione dei quattro senatori pentastellati decisa ieri sia dalla rete che dalla stessa assemblea congiunta dei parlamentari.

Tra i quattro senatori Francesco Campanella, Luis Alberto Orellana e Fabrizio Bocchino anche Lorenzo Battista che ha amaramente criticato il comportamento di Grillo in un’intervista su La Stampa e Corriere della Sera sottolineando di essere stato “oggetto di accuse spregevoli e denigratorie”.
Battista ha negato qualisiasi accusa ribadendo di aver sempre votato in linea con il M5S e di non essere mai stato pronto a dare la fiducia agli esecutivi Letta e Renzi.

“Siamo sempre stati legati ai valori originari del Movimento Cinque Stelle. La nostra posizione non cambia”, afferma Battista a La Stampa.
“Non abbiamo mai violato nessun regolamento e non abbiamo mai votato la fiducia a nessun governo. Ma se anche avessimo detto una stupidaggine è possibile essere espulsi per il reato di stupidaggine?” rilancia il pentastellato sul Corriere.

In merito all’idea avanzata da Pippo Civati ovvero di formare un gruppo per fondare un nuovo centro sinistra, Battista replica di non aver mai parlato con Civati: “Fatemelo conoscere almeno”, ha poi aggiunto Battista.
Infine, l’ex senatore 5stelle ha voluto anche ringraziare i colleghi del movimento che lo hanno salutato esprimendo la loro solidarietà.

“Vi dico una cosa: quello che avete visto oggi è soltanto l’inizi. Siamo diventati qualcosa che non mi piace più”, ha rilanciato Battista in merito al movimento e concludendo che in merito ai 20mila euro che Grillo ha accusato i dissidenti di voler tenere “è una grandissima falsità”.

Dalla bufera di ieri, soprannominata “il giorno dei lunghi coltelli” dall’Huffington post, ci potrebbero essere delle pesanti ripercussioni: infatti, il Corriere della Sera riporta che altri cinque al Senato, tra i quali Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani hanno annunciato di voler lasciare il movimento mentre alla Camera Alessio Tacconi avanza l’ipotesi che ci sono almeno 5-6 possibili transfughi.

Tacconi, come riporta il Sole24ore, al programma la Zanzara su Radio24 ha annunciato ieri di usicre “dal gruppo dei 5 Stelle alla Camera e con me ci sono altri cinque deputati che stanno valutando. Con questo voto si è dimostrato che non è possibile andare contro il parere di Grillo e Casaleggio”.
Nella tarda serata di ieri, Tacconi ha poi scritto un messaggio su twitter: “Stesse idee. Stesse battaglie. Solamente, da stasera fuori da un Movimento non democratico”.

Redazione


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