“Il violinista del Diavolo”: recensione

il violinista del diavolo

Il violinista David Garrett, una superstar in Europa, interpreta il leggendario violinista e compositore Niccolò Paganini, chiamato un tempo “Il violinista del Diavolo”. Si diceva che il suo talento fosse così eccezionale da poter essere solo frutto del demonio. In questa storia turbolenta sull’amore, sul potere, sull’intrigo e sul fascino della fama, David Garrett unisce il suo esordio attoriale alle sue straordinarie prestazioni musicali. Sua è anche la colonna sonora del film scritta insieme a Franck van der Heijden.

A completare il cast, troviamo Jared Harris, Christian McKay, Veronica Ferres e Helmut Berger. Il regista Bernard Rose ha anche scritto la sceneggiatura e ha diretto la fotografia.

C’è da dire che se nel film vediamo un Paganini un po’ rockstar, un po’ dandy, un po’ poeta e un po’ maledetto, incarnato da Garrett, la sua bellezza canonica non ha nulla a che fare con l’estetica del vero Paganini. Tuttavia, pur non essendo una pellicola biopic rigorosa, perché di fatto non ripropone una biografia precisa del genio musicale italiano, incanta e ammalia grazie alla misteriosa vita di Paganini, e a quel mix di fantasia e di sfumature paranormal romance che la rendono uno spettacolo decisamente godibile, in bilico tra “Amadeus” e “Dracula” di Coppola, in una versione rivisitata del “Faust”.

Nella pellicola, si vede che il padre di Niccolò Paganini vorrebbe che il figlio diventasse un violinista senza pari. I suoi metodi di insegnamento sono severi e quando la creatività di Niccolò ostacola i suoi studi musicali, il padre la reprime senza pietà. Anni dopo, Niccolò Paganini (David Garrett), diventato un virtuoso brillante, si trova ad affrontare il pubblico in un teatro di Milano, più interessato ai pettegolezzi che lo accompagnano che alla sua arte. Sullo sfondo, un uomo con cappello a cilindro osserva l’originale esibizione del violinista. Il mattino dopo, Paganini e la sua ultima conquista vengono risvegliati bruscamente dal manager dell’albergo, che vuole riscuotere il conto. L’artista non è in grado di pagare. Proprio in quel momento, il misterioso signore che si trovava al concerto la sera prima salva Paganini e gli fa un’offerta interessante, Urbani (Jared Harris) promette una lealtà assoluta al musicista, giurandogli che lo renderà ricco e famoso. Paganini, a sua volta, deve promettere lealtà assoluta ad Urbani, anche dopo la morte… Da un giorno all’altro, Niccolò Paganini conquista l’Europa e le sue donne: è il violinista del Diavolo. Cominciano a girare voci che il maestro è posseduto dal diavolo, perché nessun uomo normale potrebbe suonare come lui. Critiche strabilianti nei giornali di Londra attirano l’attenzione della cantante lirica Elisabeth Wells (Veronica Ferres) che convince il suo amante, l’impresario John Watson (Christian McKay), a portare Paganini a Londra. Watson convince il mondo musicale londinese, incluso l’influente Lord Burghersh (Helmut Berger), a portare a Londra questo artista eccezionale e si fa suo garante finanziario. L’offerta proveniente da Londra non poteva arrivare in un momento più propizio: Paganini ha perso tutto al gioco ma si rifiuta di andare in Gran Bretagna. L’unico punto fermo nella sua vita dissoluta è il figlioletto di sei anni, Achille (Makhare Ninidize).

Il tema affrontato è senz’altro stuzzicante e ha un grande impatto narrativo: la ribellione di un animo stravagante, le vicende torbide, il mistero e la devastante solitudine di un artista “maledetto”.

L’interpretazione di David Garret, poi, rende piene e veritiere le scene principali, donando colore, estro artistico e profondità emotiva. Meravigliose le scene in cui ripropone la celebra pizzicata del maestro Paganini… Nota davvero rilevante, infatti, è la musica, colma di suggestioni… a tratti impavida, a tratti commovente. Nel complesso, il film va incontro alla curiosità del pubblico, sviscerando i lati oscuri dell’animo eccentrico e affascinante di Niccolò Paganini. E ovviamente, la pellicola è consigliata a tutti gli amanti della musica.

Silvia Casini