Istat ed Eurostat: fiducia in imprese ed economia al top in Italia dal 2011

Operai in fabbrica (Giorgio Perottino / LaPresse Torino)
Operai in fabbrica (Giorgio Perottino / LaPresse Torino)

 

L’Istat ha rilevato il quarto aumento consecutivo nell’indagine sulla fiducia delle imprese: l’ultimo calo era stato registrato ad ottobre, e su di esso aveva pesato l’incremento dell’Iva. L’indice ha raggiunto quota 87,9, valore più alto da ottobre 2011. La buona notizia è che in questo caso il miglioramento è diffuso in tutti quanti i settori dell’economia.

La crescita di questo fattore, da gennaio ad oggi, è stata complessivamente di 1,1 punti (86,8 a gennaio). Il settore nel quale si è registrato maggiore ottimismo è stato quello manifatturiero, salito a 99,1 da 97,7 a febbraio: anche in questo caso, non si toccano livelli simili da luglio 2011. Ad influire positivamente è soprattutto il miglioramento dei giudizi sugli ordini.

Il comparto del commercio al dettaglio fa un altro balzo in avanti questo mese salendo a 96,3 da 93,9, che non si vedeva da luglio 2011. Bene anche la grande distribuzione e quella tradizionale.

Netta crescita dell’indice di fiducia anche nel settore dei servizi di mercato (a 90,2 da 88,6), trainati dalle aspettative sugli ordini, mai così bene da agosto 2011. Il disastrato settore delle costruzioni, dopo un notevole calo a gennaio, ha riguadagnato un po’ di speranza portandosi a 77,1 da 76,3.

Per una volta, anche le fonti comunitarie concordano con i nostri dati statistici: Eurostat ha registrato il risultato massimo in Italia da giugno 2011 per quanto riguarda la fiducia nelle prospettive economiche. Identificata con la sigla Esi (Indice del sentimento economico), ha segnato un +2,4 rispetto a febbraio, arrivando a 99.

 
Redazione